Da trentacinque anni senza un pediatra e con i marciapiedi a pezzi: il movimento Sardegna Al Centro denuncia il degrado del quartiere di Li Punti

Giuliana Fodde interviene nel dibattito sulla vivibilità del quartiere sassarese. La rappresentante politica respinge le polemiche e chiede interventi urgenti per anziani e famiglie, ribadendo la necessità di colmare le carenze urbanistiche.

Il dibattito sulla tenuta urbanistica e sociale del quartiere sassarese di Li Punti si arricchisce di un nuovo capitolo. A prendere posizione è Giuliana Fodde, esponente del coordinamento metropolitano della sigla politica Sardegna Al Centro 20 Venti. L'intervento mira a sgomberare il campo dalle polemiche fiorite di recente sulla stampa, riportando l'attenzione sulle reali condizioni della borgata. La rappresentante politica traccia un bilancio netto, partendo dal riconoscimento della vitalità del rione. Li Punti viene descritto come un perimetro vivo e popolato, caratterizzato da una spiccata identità comunitaria, dove il tessuto sociale si regge su relazioni solide e sull'attivismo delle associazioni locali.

Le radici della delegata affondano proprio in quelle strade. Fodde ricorda come il padre, originario del Goceano, si fosse stabilito nella zona agli inizi degli anni Cinquanta, in un'epoca in cui l'area era dominata dalla campagna e priva di servizi strutturati. Un legame anagrafico che l'esponente fa valere per blindare la propria analisi dalle accuse di disfattismo, separando il giudizio sul capitale umano da quello sulla gestione amministrativa. Nonostante la borgata rappresenti un polo nevralgico per la vita cittadina, i nodi strutturali rimangono irrisolti. Il comitato di quartiere e i residenti denunciano da anni una paralisi gestionale che l'esponente politico riassume in una formula precisa, ricordando che "dire che “si vive bene” non cancella i problemi legati ai servizi, alla manutenzione e al decoro urbano".

L'inventario delle carenze strutturali incide direttamente sulla quotidianità dei residenti. Da oltre trentacinque anni la zona è sprovvista della figura del pediatra, un vuoto sanitario stridente in un'area caratterizzata da un'alta concentrazione di famiglie e minori. A questa lacuna si somma l'assenza di centri di aggregazione destinati alla terza età, presidi sociali giudicati fondamentali per arginare l'isolamento e sostenere le fasce più fragili della popolazione. La mappatura del degrado prosegue sul fronte della viabilità pedonale: gran parte dei marciapiedi risulta impraticabile o impercorribile, generando barriere insormontabili per gli anziani, per le famiglie costrette a manovrare i passeggini e per i cittadini con ridotta capacità motoria.

Le mancanze relative alla manutenzione urbana e ai servizi essenziali non ammettono sconti. Fodde respinge i tentativi di derubricare le denunce a mera polemica politica, rivendicando la necessità di affrontare le criticità con serietà e rigore amministrativo per restituire decoro all'abitato. L'impegno per il miglioramento del rione impone di non minimizzare le difficoltà quotidiane, un indirizzo operativo cristallizzato nelle parole conclusive della nota ufficiale: "Amare Li Punti non vuol dire raccontare che va tutto bene. Vuol dire impegnarsi affinché si possa fare di più e vivere ancora meglio."

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