Il movimento politico striglia l'amministrazione comunale dopo gli ultimi attentati incendiari. L'appello alla Prefettura per intensificare il controllo del territorio e trasformare l'emergenza in una priorità permanente.
L'escalation di attentati incendiari e atti vandalici che sta segnando le notti di Alghero esce dai confini della pura cronaca nera per irrompere nel dibattito politico. Di fronte al ripetersi di episodi di danneggiamento doloso, la dirigenza locale dei Riformatori Sardi interviene per chiedere un netto cambio di passo nella gestione dell'ordine pubblico, certificando un diffuso e crescente senso di insicurezza che ormai serpeggia tra le famiglie e il tessuto commerciale della città.
Il documento diramato dal movimento traccia una linea di demarcazione netta: il tempo delle mere rassicurazioni è esaurito. Pur riconoscendo che il contrasto materiale alla criminalità ricada sotto la giurisdizione delle forze dell'ordine e della Prefettura, l'ufficio territoriale del governo deputato a coordinare la sicurezza provinciale, i Riformatori sollecitano l'amministrazione comunale a esercitare un'azione politica molto più vigorosa. "Non intendiamo alimentare allarmismi, ma crediamo che non bastino più dichiarazioni rassicuranti", si legge testualmente nella nota diffusa agli organi di stampa, che sprona il municipio a rafforzare la presenza dello Stato nelle strade e a dotarsi rapidamente di scudi preventivi.
La richiesta formale impone di elevare la sicurezza pubblica a priorità permanente nell'agenda dell'esecutivo cittadino. Sul piano operativo, la strategia suggerita si traduce nell'istituzione di un tavolo di confronto ininterrotto con il Prefetto, affiancato da aggiornamenti costanti rivolti alla popolazione. Le contromisure sollecitate convergono sull'installazione di nuovi impianti di videosorveglianza e sul pattugliamento delle aree urbane più esposte. La linea dettata guarda al modello adottato da altre amministrazioni che, di fronte a simili derive, hanno alzato la pressione istituzionale per ottenere l'invio di maggiori contingenti in divisa. Il dispaccio si esaurisce stringendo un cordone di solidarietà attorno ai proprietari dei veicoli colpiti nelle ultime ore e confermando la fiducia negli apparati investigativi, ora chiamati a decifrare la matrice e le responsabilità materiali dei raid.