Christian Mulas, presidente della commissione Ambiente, incalza il Comune dopo l'appello di uno sfollato. I lavori di bonifica avviati la scorsa estate si sono fermati a metà, lasciando un tappeto di rifiuti all'ingresso della città.
A nove anni dall'incendio che lo ha divorato, il palazzo di via Vittorio Emanuele resta una ferita aperta all'ingresso di Alghero. Le fiamme del luglio 2017 hanno cacciato di casa decine di famiglie, lasciando dietro di sé uno scheletro annerito e un piazzale trasformato in un immondezzaio. Oggi il caso finisce nuovamente sui tavoli del municipio. Christian Mulas, consigliere incaricato di presiedere la commissione Ambiente, ha inoltrato una richiesta urgente alla giunta per sgomberare l'area esterna dell'edificio, tuttora ingombra di scarti edili e rottami ferrosi.
La mossa politica nasce dalla protesta scritta di uno degli inquilini rimasti senza casa, stanco di aspettare l'epilogo di una bonifica rimasta un'incompiuta. L'estate scorsa l'amministrazione cittadina aveva tentato di mettere ordine tra le macerie. Tra il 5 e il 6 agosto del 2025, dopo un lungo giro di consultazioni tra gli uffici pubblici e i privati, il sindaco Raimondo Cacciotto era riuscito a ottenere l'intervento delle ditte Sofingi e Risparmio Casa. Le squadre di operai avevano ripulito una prima porzione dell'area esterna e messo in sicurezza i sotterranei, avviando le manovre di asporto dei detriti. Un'operazione salutata come il passo iniziale verso la normalità, ma che si è palesemente arenata. Il proprietario che si è rivolto a Mulas ha descritto senza sconti l'esito di quell'intervento, spiegando che oggi lo scenario della zona è ancora caratterizzato dalla presenza di accumuli di ferraglia e materiali abbandonati.
Ricevuta la segnalazione formale, Mulas ha bussato alle porte dell'assessorato competente per far intervenire i mezzi di rimozione. Le sue parole mettono l'accento sul danno d'immagine per la Riviera del Corallo: «Alghero è una città turistica e non è accettabile che all’ingresso della città si presenti ancora una situazione di degrado di questo tipo. Non è una bella cartolina per i tanti turisti che scelgono Alghero per le loro vacanze vedere accumuli di ferraglia e rifiuti abbandonati proprio in una delle aree di accesso alla città».
Sullo sfondo di questa paralisi materiale pesa, come un macigno invisibile, la stasi giudiziaria. Il contenzioso legale nato sulle ceneri del rogo non registra alcun passo in avanti, tenendo in ostaggio il destino dell'immobile e di chi ci abitava. Mulas chiude la sua nota richiamando la politica alle proprie responsabilità civiche e morali: «Questa vicenda è diventata una vera odissea che continua a produrre danni economici e sociali alle famiglie che hanno perso tutto nell’incendio del 2017, oltre a causare un grave danno d’immagine per la città di Alghero. È necessario accelerare ogni procedimento utile per restituire dignità ai residenti e decoro urbano all’intera area».