Inaugurato l'edificio a zero emissioni finanziato con il progetto Iscol@. Ospiterà fino a 223 alunni. Todde: "Senza identità non c'è futuro, garantiremo le stesse opportunità del resto d'Europa".
di Pasqualino Trubia
A Samugheo la campanella suona in un edificio nuovo di zecca. Un polo scolastico costato oltre sei milioni di euro, progettato per accogliere 223 alunni e destinato a servire otto Comuni del territorio. Il taglio del nastro, avvenuto nella mattinata di oggi, chiude un cantiere avviato nel 2019 e consegna alle aree interne un presidio fisico contro lo spopolamento.
I numeri e la struttura
Il nuovo plesso dell'Istituto Comprensivo non è una semplice somma di aule. L'edificio è stato concepito per abbattere i costi di gestione, sfiorando l'autonomia energetica: è dotato di riscaldamento a pavimento, pannelli fotovoltaici e un sistema per il recupero e il riutilizzo delle acque piovane.
Attualmente gli iscritti sono 142, ma la struttura è tarata per assorbire un bacino studentesco molto più ampio, diventando il polo di riferimento per le famiglie di Samugheo, Nughedu Santa Vittoria, Neoneli, Ardauli, Busachi, Ula Tirso, Allai e Fordongianus.
Le parole della Presidente
Alla cerimonia ha preso parte la Presidente della Regione, Alessandra Todde, che ha inquadrato l'opera pubblica nella più ampia emergenza demografica dell'Isola:
«Ogni euro investito nella scuola è un euro ben speso perché significa investire nel futuro dei nostri bambini e delle nostre comunità. Parlare di contrasto allo spopolamento significa innanzitutto garantire servizi di qualità, a partire dall’istruzione. Vivere a Samugheo deve offrire le stesse opportunità di qualsiasi altro centro della Sardegna, d’Italia e d’Europa».
La governatrice ha poi aggiunto un monito sul ruolo culturale dell'istituzione:
«Questa scuola deve essere un luogo di crescita, ma anche di appartenenza. È essenziale rafforzare nei giovani la consapevolezza delle proprie radici, della storia e della lingua della Sardegna, perché non può esserci futuro senza identità». Durante l'inaugurazione è stato citato a più riprese il piano Iscol@, recentemente prorogato dalla Regione fino al 2030. Di cosa si tratta? È il piano straordinario varato per modernizzare l'edilizia scolastica in Sardegna (nato proprio sotto l'ex presidente Francesco Pigliaru, presente oggi al taglio del nastro). L'obiettivo è trasformare vecchi edifici, spesso non a norma o che disperdono calore, in scuole sicure, cablate con la fibra ottica e a "consumo energetico quasi nullo" (i cosiddetti edifici NZEB, che si auto-sostengono grazie alle energie rinnovabili). Un modo per non pesare sui bilanci dei piccoli Comuni, tagliando le bollette.
La rete del territorio e l'identità
Il sindaco di Samugheo, Basilio Patta, ha ripercorso il faticoso iter burocratico dell'opera, segnato dalla pandemia e dal rincaro dei materiali da costruzione:
«La nuova scuola non è solo un edificio, ma un punto di riferimento per un intero territorio, pensato per ampliare l’offerta educativa e sociale anche attraverso spazi complementari come impianti sportivi e servizi culturali».
A chiudere il cerchio è la missione pedagogica, riassunta dal dirigente scolastico Serafino Piras:
«La domanda che ci siamo posti con il corpo docente in questi anni è cosa può fare la scuola per combattere lo spopolamento. La risposta che ci siamo dati è che la scuola deve valorizzare lo sviluppo delle nostre risorse: i boschi, la pastorizia, l’artigianato».