Benetutti, l'Arvesiniadu unisce il Goceano: la prima masterclass riunisce tutti i produttori

Dieci anni di "Arvisionende in chintina". Sabato scorso tecnici, enologi e giornalisti a confronto sulle interpretazioni del vitigno bianco. Otto le cantine locali coinvolte. Il 9 maggio la degustazione in piazza.

Dieci anni di lavoro per portare un vitigno raro fuori dall'anonimato. Sabato 28 marzo, il Centro di Aggregazione Sociale di Benetutti ha ospitato la prima masterclass pubblica interamente dedicata all'Arvesiniadu, l'uva a bacca bianca simbolo del Goceano.

L'evento, organizzato dalla Confraternita Arvesiniadu per il decennale della rassegna "Arvisionende in chintina", ha segnato un traguardo preciso: riunire allo stesso tavolo tecnico tutti i produttori e gli imbottigliatori della zona. Nessuna defezione. Un segnale di compattezza per un comparto vitivinicolo piccolo ma dalla forte identità. Nel gergo enologico, una masterclass è una vera e propria lezione tecnica guidata da esperti (enologi e sommelier) in cui si analizzano le caratteristiche chimiche, i profumi e i difetti di un vino. L'Arvesiniadu (o Arvisionadu) è un vitigno autoctono che cresce quasi esclusivamente tra Benetutti e Bono. Fino a pochi anni fa rischiava l'estinzione; oggi viene vinificato per produrre vini bianchi strutturati, complessi e molto longevi.

I calici e i produttori Sotto la guida degli enologi Paolo Cuguttu e Antonio Tiana (referenti del territorio), e con la moderazione dell'esperta di enoturismo Nadia De Santis, i calici hanno raccontato le diverse interpretazioni del vitigno. La selezione, supportata dalla sezione ONAV di Nuoro, ha schierato le otto realtà produttive del Goceano: Da Bono: Azienda Mulas (di Francesca Cabras), Società Agricola Sotgia, Società Agricola Arcanu e Azienda Seicentosettantatrè (di Antonio Tiana). Da Benetutti: Cantina Arvisionadu (di Pino Mulas), Cantina Dessena, Vigne Boddetto (di Marco Tanda) e Azienda Vitivinicola Davide Cappai.

I dati scientifici e il dibattito La mattinata, aperta dal presidente della Confraternita Giampaolo Sanna e dai saluti istituzionali del vicesindaco Cristian Roccu e di Elena Cornalis (vice delegata regionale di "Città del Vino"), è servita anche per fare il punto sulla ricerca applicata all'agricoltura. La dottoressa Federica Bonello ha illustrato i recenti studi eseguiti dal Crea nel 2025 sul profilo sensoriale dell'Arvesiniadu, offrendo dati oggettivi al dibattito.

Un parterre di addetti ai lavori ha poi arricchito il confronto sul futuro del vitigno. Tra gli interventi, quelli di Dario Capelloni (DoctorWine), dell'enologo piemontese Sergio Molino, del vicepresidente di Assoenologi Sardegna Antonio Manca, e del professor Antonio Farris, memoria storica e socio onorario della Confraternita.

Archiviata l'analisi tecnica al chiuso, la promozione si sposterà in strada. Il prossimo 9 maggio, Benetutti ospiterà l'evento di piazza: un convegno seguito dalla degustazione aperta al pubblico nelle vie del centro storico, dove i calici di Arvesiniadu incontreranno i visitatori e gli appassionati.

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