Appalto rifiuti da 118 milioni, anche Forza Italia all'attacco: "Ignorate le nostre Pec, il Consiglio è tenuto ai margini"

Il centrodestra fa blocco sulla nettezza urbana. Tedde e gli azzurri denunciano il silenzio dell'amministrazione Cacciotto e dell'assessore Selva: "Nessun documento fornito. L'instabilità della maggioranza impone controlli rigorosi".

di Pasqualino Trubia

L'appalto della nettezza urbana compatta l'opposizione algherese in una trincea comune. A breve distanza dalla sortita di Fratelli d'Italia, anche il gruppo consiliare di Forza Italia apre il fuoco contro il sindaco Raimondo Cacciotto e l'assessore all'Ambiente Raniero Selva. Al centro del mirino c'è la totale assenza di documentazione fornita all'aula sul nuovo maxicontratto settennale.

A firmare l'atto d'accusa sono i consiglieri azzurri Marco Tedde, Giovanna Caria, Antonello Peru, Nunzio Bardino e Alessandro Ansini. Il dito è puntato contro il blackout informativo sceso sulla pratica dopo l'aggiudicazione definitiva risalente allo scorso novembre.

Il peso dell'appalto e le richieste inevase I numeri in gioco definiscono i contorni dello scontro: «Parliamo di un appalto da 118 milioni di euro, della durata di sette anni, che influisce direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini, sulla crescita economica del territorio e sulla sua attrattività – denunciano gli esponenti di Forza Italia –. È uno degli interventi più rilevanti del Comune, sia per l’entità economica sia per l’impatto sul territorio. Ci aspettavamo un confronto serio, basato su dati e documenti, e invece finora il Consiglio è stato tenuto completamente ai margini».

Gli azzurri lamentano un ostacolo materiale all'esercizio del loro mandato. Rivendicano di aver mosso i primi passi formali già un mese e mezzo fa: «Forza Italia aveva già fatto richiesta di convocazione il 7 febbraio, chiedendo con Pec, al fine di facilitare i compiti di controllo dei commissari, di “fornirci anche una sintesi del capitolato, nonché dettagliate tabelle di comparazione e raffronto del vecchio servizio e del nuovo, compresi i costi.” Ovviamente la richiesta è stata completamente disattesa, in quanto l’assessore parrebbe non aver fornito tale documentazione». Perché i consiglieri insistono tanto sull'uso della PEC e sulla lesione delle loro prerogative? La PEC (Posta Elettronica Certificata) ha il valore legale vincolante di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Quando un consigliere comunale invia una richiesta ufficiale tramite PEC, la Giunta ha il dovere istituzionale di rispondere. Ignorarla significa, nel diritto amministrativo, ledere le "prerogative dei consiglieri", ovvero violare quel potere di accesso agli atti che la legge garantisce agli eletti per poter controllare i conti pubblici e l'operato del Sindaco.

L'affondo politico: "Instabilità inaccettabile" Oltre alla rivendicazione burocratica, il comunicato di Forza Italia sferra un colpo politico diretto alla tenuta della Giunta. La richiesta di una convocazione urgente della Commissione Ambiente viene motivata dalle presunte spaccature interne al centrosinistra: «La convocazione diventa ancora più necessaria alla luce dei problemi interni alla maggioranza, in particolare dei rapporti critici tra l’assessore Selva e la Commissione, titolata a monitorare sia il rapporto tra amministrazione e società aggiudicataria sia la qualità dei servizi. L’instabilità dell’attuale assessore all’Ambiente rende indispensabile un controllo rigoroso e immediato sull’intero procedimento».

La conclusione è un richiamo al rispetto delle regole democratiche: «Non è più tollerabile che, dopo annunci trionfalistici, l’organo consiliare venga completamente escluso da un processo così delicato. [...] Il servizio di nettezza urbana richiede chiarezza, programmazione e rispetto delle istituzioni».

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