Fondi europei, la Regione cambia rotta: 17,5 milioni spostati dalle case popolari a Municipi e lampioni

Le richieste dei Comuni per l'efficientamento energetico superano di tre volte i fondi disponibili, mentre i bandi per l'edilizia residenziale pubblica restano deserti. La Giunta rimescola le carte per non perdere le risorse di Bruxelles.

di Pasqualino Trubia

I soldi europei ci sono, ma non sempre i bandi incrociano le necessità reali e immediate dei territori. Quando questo accade, il rischio è uno solo: dover restituire i milioni a Bruxelles. Per evitare questo cortocircuito contabile, la Giunta regionale della Sardegna ha deciso di rimettere mano al portafoglio, riprogrammando 17,5 milioni di euro.

Il meccanismo è semplice e pragmatico: si tolgono le risorse dove mancano i progetti e le si dirottano dove gli Enti locali fanno la fila per ottenerle.

I numeri dello squilibrio: boom di richieste per gli edifici, flop sulle case La radiografia delle domande presentate dai Comuni sardi ha restituito una fotografia netta. Sul bando per l'efficientamento energetico degli edifici pubblici (scuole, Municipi, università), la Regione aveva messo sul piatto 50 milioni di euro. Le richieste arrivate, però, hanno sfondato quota 179,5 milioni: più del triplo rispetto alla cassa. Stessa dinamica per l'illuminazione pubblica: a fronte di soli 14 milioni disponibili, gli enti locali hanno presentato progetti per oltre 37 milioni.

Al contrario, il bando destinato all'edilizia abitativa ha fatto registrare un deciso passo falso. Sui 23 milioni stanziati originariamente per sistemare gli alloggi popolari, sono avanzati ben 17,55 milioni di euro. Risorse inutilizzate.

I comunicati istituzionali sono zeppi di sigle come PR FESR, ERP e concetti come lo scorrimento delle graduatorie. Traduciamo. Il PR FESR (Programma Regionale del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) è, nei fatti, il bancomat dell'Unione Europea. Sono i soldi che Bruxelles invia alle regioni per costruire infrastrutture, abbassare l'inquinamento e modernizzare il territorio. La sigla ERP sta per Edilizia Residenziale Pubblica: in parole povere, le classiche "case popolari". Lo scorrimento delle graduatorie è il salvagente per i Comuni ritardatari o esclusi. Quando un Sindaco partecipa a un bando e il suo progetto prende un bel voto ma viene escluso "per esaurimento fondi", finisce in panchina. Spostando nuovi milioni in quel capitolo di spesa, la Regione "fa scorrere" la lista, pescando e dando i soldi ai progetti validi rimasti a secco.

La ridistribuzione dei fondi avanzati Preso atto dell'avanzo milionario sulle case popolari, la Giunta ha approvato la rimodulazione. Dei 17,55 milioni in eccesso, 16,759 milioni andranno a finanziare i progetti in attesa per i palazzi pubblici, mentre i restanti 794 mila euro copriranno l'installazione di nuovi impianti di illuminazione stradale. A queste somme si aggiunge un ulteriore milione e mezzo (1,48 milioni per l'esattezza) recuperato dai fondi residui del Centro Regionale di Programmazione e dirottato sugli stessi obiettivi "verdi".

Le parole della Giunta A spiegare la manovra è l'assessore alla Programmazione e Bilancio, Giuseppe Meloni: «Con questa delibera abbiamo deciso di spostare le risorse dove oggi c’è una domanda reale, forte e immediatamente attivabile. In questo modo, nell’ottica di una buona amministrazione, utilizziamo interamente le risorse e assicuriamo una spesa efficace dei fondi europei. Analizzare e tenere conto delle richieste del territorio è fondamentale per garantire interventi efficienti e investimenti funzionali: così garantiamo maggiore risparmio energetico, minori consumi e servizi pubblici di qualità».

Sulla stessa linea l'assessore ai Lavori Pubblici, Antonio Piu, che guarda alle tempistiche dei cantieri per il prossimo biennio: «Rimodulare con razionalità ed efficacia le risorse a disposizione è un metodo per rispondere in modo puntuale alle reali esigenze. I bandi che l’Assessorato ha pubblicato nel 2025 hanno evidenziato dove c’è maggiore richiesta e ora potranno scorrere le graduatorie anche per gli anni 2027 e 2028, fino ad esaurimento delle risorse».

Molti dei progetti in lista d'attesa dispongono già di una progettazione definitiva e sono, per l'appunto, cantierabili nel breve periodo.

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