La Regione sblocca 13 milioni per lo sport sardo. L'assessora Portas: "Via i fondi discrezionali, decideranno solo i punteggi"

Approvato il Piano triennale e il programma 2026. Aumenta il budget per atleti e società isolane. I soldi serviranno per le trasferte nella Penisola, i vivai giovanili e i campionati nazionali.

di Pasqualino Trubia

La macchina burocratica regionale accende il motore dei finanziamenti sportivi. Dopo il passaggio formale in commissione Salute, la Giunta di Cagliari ha approvato in via definitiva il Piano triennale dello Sport 2026-2028 e il programma annuale per il 2026. Sul tavolo c'è una torta da oltre 13 milioni di euro destinata a ossigenare i bilanci di società, federazioni e atleti sardi.

Il portafoglio e la ripartizione dei fondi A dettare la linea contabile dell'operazione è l’assessora regionale dello Sport, Ilaria Portas, che rivendica un aumento dei fondi rispetto all'ultima manovra: «Il provvedimento prevede una dotazione finanziaria per quest'anno di oltre 13,2 milioni, 1,1 in più rispetto allo stanziamento dello scorso anno. Un grande lavoro è stato fatto da parte della Regione e dell’assessorato, in collaborazione con il Comitato regionale dello Sport. Maggiori risorse permetteranno di soddisfare più esigenze: ogni euro speso nello sport è un euro in meno sulla sanità».

I fondi pubblici non verranno erogati a pioggia, ma seguiranno capitoli di spesa chirurgici, pensati per abbattere soprattutto i costi legati all'insularità: 3,9 milioni per garantire la partecipazione di squadre e atleti ai campionati nazionali. 3,5 milioni per organizzare in Sardegna manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale. 2 milioni investiti direttamente sulle attività sportive giovanili. 1,9 milioni per coprire le spese delle trasferte singole fuori dall'isola. 1,9 milioni riservati ai campionati nazionali di calcio a undici (stagione 2026/2027). 500mila euro a sostegno delle attività istituzionali di federazioni ed enti.

La fine della discrezionalità La vera cesura con il passato, tuttavia, non sta nell'importo dello stanziamento, ma nelle regole d'ingaggio per ottenere i bonifici. È la stessa assessora a sottolineare il cambio di rotta: «Rispetto allo scorso anno ci sono alcune novità, la più importante riguarda la modifica dei criteri di ripartizione dei contributi per l'organizzazione di eventi sportivi, concordata con il Comitato regionale dello sport e con la conferenza regionale. I contributi saranno assegnati tenendo conto solo dei punteggi maturati ed eliminando una parte discrezionale». Cosa significa assegnare i soldi pubblici eliminando la "parte discrezionale"? Fino ad oggi, i bandi per finanziare gli eventi sportivi prevedevano spesso una quota di fondi che la politica o i dirigenti potevano assegnare in base a valutazioni soggettive (la "discrezionalità"). Questo meccanismo apriva il fianco a favoritismi. Da quest'anno, i soldi verranno distribuiti esclusivamente attraverso un algoritmo matematico oggettivo: si stila una graduatoria in base a parametri fissi (es. numero di iscritti, storicità dell'evento, impatto turistico) e chi fa più punti prende i soldi. Niente più scelte arbitrarie calate dall'alto.

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