Sardegna colonia penale? Alghero e Porto Torres dicono no. Tutti a Cagliari il 28 febbraio

Il Nord Sardegna si mobilita. Non ci sta a diventare il carcere di massima sicurezza d’Italia. Alghero, Porto Torres e Ossi organizzano i pullman per la manifestazione di Cagliari. L’appuntamento è fissato per il 28 febbraio. Si scende in piazza contro l’aumento dei detenuti al 41-bis nell'Isola.

A tirare le fila è il coordinamento di Orizzonte Comune. I gruppi di Alghero e Porto Torres si sono uniti all'iniziativa di Liana Derudas, consigliera di Ossi. Aderisce anche il partito Sinistra Futura, con il coordinatore Antonio Cardin e il consigliere Marco Colledanchise che chiamano a raccolta maggioranza e opposizione.

Non è una difesa dei mafiosi. È una difesa del territorio. Lo spiega Marco Colledanchise, consigliere comunale di Alghero per Orizzonte Comune. «Il 41-bis non si discute. Ma la sua concentrazione in Sardegna deve rispettare un principio di proporzionalità territoriale». Il concetto è semplice: lo Stato deve combattere la mafia, ma non può usare l'isola come tappeto sotto cui nascondere la polvere più pericolosa.

Colledanchise attacca la logica della "comodità". «La distribuzione delle funzioni più delicate dello Stato non può basarsi sulla comodità geografica. Non può essere: “è un’isola, è lontana, è logisticamente utile”. Deve essere fondata su criteri chiari e pubblici: capacità infrastrutturale reale, dotazione stabile di personale specializzato, sostenibilità sanitaria – medicina protetta inclusa – ed equilibrio complessivo tra territori».

C'è poi la questione della sicurezza interna. Portare i boss significa portare, spesso, anche i loro contatti, le famiglie, gli interessi. «C’è chi teme effetti legati alla prossimità delle famiglie, a movimenti economici collegati o a presenze che nel tempo potrebbero incidere sugli equilibri territoriali. Sono preoccupazioni comprensibili. Da sardo non le liquido con superficialità. Ma da rappresentante delle istituzioni devo essere chiaro: senza dati certificati non si trasformano percezioni in accuse».

Infine, il danno d'immagine. «Se la Sardegna diventa stabilmente associata al circuito del carcere duro, qualcuno – dentro e fuori – finirà per sintetizzare in modo sbagliato: “Sardegna = 41-bis”, “Sardegna = criminalità di alto livello”. Io questa semplificazione non la accetto. Perché la Sardegna non è questo».

Per chi vuole unirsi alla trasferta, i riferimenti sono Liana Derudas (3480612419) e Massimiliano Lepri (3349343308). Si parte per chiedere rispetto. Perché, chiude Colledanchise: «La Sardegna è parte piena della Repubblica. Non rifiuta responsabilità nazionali. Ma non può essere considerata una soluzione geografica ai problemi altrui».

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