Alghero, la guerra delle cartelle. Il Pd gela la destra: "Le date non si inventano, la rottamazione non è uno slogan"

Contrattacco Dem: "FdI predica bene qui ma a Roma aumenta le tasse". Sulla Secal la linea è il rigore: "Fermare la riscossione ordinaria sarebbe danno erariale".

ALGHERO – Quando la politica tocca il portafoglio dei cittadini, i toni si alzano sempre di un'ottava. Ad Alghero il terreno di scontro è la Secal e quella parola magica, "rottamazione", che evoca sollievo per i debitori ma che, per gli amministratori, è un percorso a ostacoli burocratico. Dopo l'affondo di Fratelli d'Italia, che accusava la Giunta di fare propaganda, il Partito Democratico risponde pan per focaccia, spostando il tiro dalla tecnica alla coerenza politica.

Il paradosso romano. La difesa del PD parte da un attacco frontale. L'accusa rivolta ai meloniani è di avere la memoria corta o selettiva. I Dem definiscono le dichiarazioni dell'opposizione «strumentali e fuorvianti», sottolineando il paradosso di ricevere lezioni fiscali proprio da chi governa il Paese. «Colpisce che tali accuse arrivino proprio da Fratelli d’Italia, che a livello nazionale sostiene un Governo che ha aumentato la pressione fiscale complessiva, come certificato dai dati ufficiali, e che continua a scaricare sui Comuni gli effetti di scelte fiscali e finanziarie poco coerenti con gli annunci fatti in campagna elettorale». Insomma, prima di guardare la pagliuzza nella Secal, si guardi la trave nel bilancio dello Stato.

La burocrazia non ha fretta. Nel merito della questione locale, il PD smonta la richiesta di date certe e immediate avanzata dalla destra. La rottamazione non è un interruttore che si accende a piacimento. «La rottamazione delle cartelle non è uno slogan, ma uno strumento complesso che richiede atti formali, tempi tecnici e un coordinamento puntuale con la società di riscossione». Per la maggioranza, sparare date oggi sarebbe un azzardo. «Annunciare date arbitrarie, come chiede l’opposizione, senza che vi siano le condizioni normative e amministrative, sarebbe quello sì un comportamento propagandistico e poco rispettoso dei cittadini».

La riscossione continua. C'è poi il nodo dolente delle cartelle che continuano ad arrivare. Per il cittadino è un fastidio, per l'amministratore è un obbligo di legge. Fermare la macchina in attesa della sanatoria esporrebbe l'ente a rischi pesanti. «Le attività ordinarie di riscossione proseguono nel rispetto della legge, come avviene in tutti i Comuni, evitando danni erariali e garantendo equità tra i contribuenti». La linea tracciata dall'amministrazione è quella della «trasparenza, chiarezza e rispetto delle regole», cercando di evitare che la definizione agevolata diventi fonte di «ulteriore confusione o contenziosi». La chiosa è un richiamo al pragmatismo contro la retorica: «Ai cittadini servono soluzioni serie, non polemiche».

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