Il futuro del Parco Nazionale dell'Asinara finisce al centro del dibattito politico a quasi trent'anni dalla sua istituzione. Ad accendere i riflettori sulle strategie di gestione dell'ex isola carcere è un documento diffuso da Bastianino Spanu, coordinatore del Movimento Autonomista Porto Torres Avanti.
La nota politica si apre con un riconoscimento del lavoro svolto finora per la salvaguardia della biodiversità e accoglie con favore i recenti interventi di riqualificazione, citando esplicitamente il progetto del Parco della Giustizia e della Pace e le opere di recupero del patrimonio immobiliare avviate dalla Conservatoria delle Coste. Quest'ultima è l'agenzia regionale istituita con il preciso compito di acquisire, tutelare e gestire i beni paesaggistici e ambientali situati lungo la fascia costiera dell'Isola, proteggendoli dai fenomeni di speculazione e degrado.
Archiviate le premesse storiche, il testo di Spanu sposta rapidamente il fulcro del ragionamento sulle prospettive future, delineando una visione che si discosta dal concetto di sola tutela. Il coordinatore autonomista fissa un nuovo traguardo, sostenendo che la conservazione ambientale debba diventare il punto di partenza per una strategia capace di generare «sviluppo, occupazione e nuove opportunità per Porto Torres e per l'intero territorio».
Il nodo centrale della proposta ruota attorno al ripopolamento controllato dell'area. Secondo la lettura del movimento, un territorio senza presenza umana stabile rischia di trasformarsi in un mero luogo di contemplazione, incapace di produrre futuro. Da qui la proposta di costruire un modello di residenzialità sostenibile che consenta all'Asinara di tornare a essere, secondo le parole di Spanu, «un'isola vissuta». Il documento elenca le categorie che dovrebbero far parte di questa nuova comunità: ricercatori, personale dell'ente, pescatori, imprenditori turistici e professionisti della blue economy. Con questa espressione anglosassone si identifica l'economia del mare, ovvero un modello di sviluppo basato sull'uso sostenibile delle risorse marine e costiere per la crescita economica, garantendo al contempo la salute e il rispetto dei delicati ecosistemi acquatici.
Per realizzare questa profonda trasformazione strutturale, il comunicato avanza la richiesta politicamente più delicata dell'intero testo: affrontare «il tema della riperimetrazione dell'isola Parco». Nel lessico amministrativo, la riperimetrazione è la complessa procedura legislativa che va a ridisegnare i confini geografici di un'area protetta o a modificarne la zonizzazione interna, ovvero la rigida suddivisione del territorio in fasce con diversi livelli di vincolo (dalla riserva integrale, dove l'accesso è quasi totalmente interdetto, alle aree di promozione economica e sociale).
Spanu anticipa le possibili critiche su questo specifico passaggio, precisando nel suo intervento che l'operazione non punterebbe a smantellare la tutela dell'ecosistema, definita esplicitamente un «principio irrinunciabile». L'obiettivo dichiarato sarebbe invece quello di utilizzare la riperimetrazione come uno strumento di pianificazione moderna, utile a verificare se gli attuali confini e vincoli rappresentino ancora l'equilibrio ideale tra la conservazione della natura, la presenza dell'uomo e lo sviluppo.
L'intervento si conclude con un appello diretto alle istituzioni e alla classe dirigente, chiamate ad aprire un tavolo di confronto «con serenità e senza pregiudizi ideologici». L'auspicio finale formulato da Porto Torres Avanti è che l'Asinara smetta di essere esclusivamente un simbolo di conservazione per trasformarsi in un laboratorio europeo dove «ambiente, lavoro, ricerca, residenza e sviluppo possano convivere e crescere insieme».