Una presenza massiccia e coordinata ha caratterizzato il pomeriggio di giovedì 2 luglio nel centro storico di Sassari, dove le forze dell'ordine hanno dato vita a una vasta operazione di sicurezza pubblica. Non si è trattato di un intervento isolato, ma di una manovra condotta in stretta sinergia tra l'Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza e la Polizia Locale. Quando si parla di attività "interforze" in ambito di sicurezza urbana, si fa riferimento a un dispositivo operativo che unisce le competenze specifiche di diversi corpi di polizia: dalla capacità di investigazione della Polizia di Stato e dei Carabinieri al pattugliamento del territorio, fino al controllo amministrativo e viabilistico garantito dai corpi di polizia municipale.
L'attività ha puntato a presidiare le aree cittadine definite dagli inquirenti come maggiormente sensibili. Come riporta la nota diffusa dall'Arma, l'operazione è scattata «nel corso del pomeriggio di ieri, giovedì 2 luglio, a Sassari, dove i Carabinieri della locale Stazione hanno eseguito un mirato servizio di controllo straordinario del territorio, focalizzato interamente nel centro storico cittadino». In gergo tecnico, questo tipo di iniziative viene spesso definito dai comandi come servizio ad "alto impatto": si tratta di un dispiegamento improvviso e numeroso di uomini e mezzi, pensato per saturare una specifica area urbana con l'obiettivo di scoraggiare attività illecite e incrementare il senso di protezione per i residenti.
Il raggio d'azione del dispositivo di sicurezza, proseguono i militari, «ha interessato la zona della stazione ferroviaria, Corso Vittorio Emanuele II, Porta Sant’Antonio, Piazza Tola, Via La Marmora e Via San Donato». All'interno di questo perimetro, il lavoro sul campo è stato capillare. I Carabinieri della Sezione Radiomobile e delle stazioni locali, nel loro specifico raggio d'azione, «hanno proceduto all’identificazione di 38 persone e al controllo approfondito di 25 veicoli, istituendo cinque distinti posti di controllo stradale».
Se si allarga lo sguardo all'intero dispositivo congiunto, i numeri della giornata diventano più ampi. «Nel complesso, l’articolata attività interforze ha consentito l’identificazione di circa 250 persone, la verifica di una cinquantina autoveicoli e la denuncia di una persona all’Autorità Giudiziaria». Il fatto che una persona sia stata "denunciata all'Autorità Giudiziaria" significa che, a seguito dei controlli, sono emersi elementi tali da spingere gli agenti a notiziare formalmente la Procura della Repubblica circa la commissione di un presunto reato, dando così il via a un eventuale fascicolo d'indagine.
L'operazione si inserisce in un solco programmatico di lungo periodo, mirato a una strategia di prevenzione generale. Secondo quanto dichiarato dagli uffici stampa delle forze dell'ordine, l'obiettivo ultimo di tali manovre resta «quello di incrementare la percezione di sicurezza dei cittadini e a garantire una presenza vigile e rassicurante a tutela della collettività nelle aree urbane di maggiore aggregazione». Questo concetto di "presenza vigile" è comunemente noto come polizia di prossimità, ovvero l'idea che un costante contatto tra le forze dell'ordine e il tessuto sociale di un quartiere possa prevenire il crimine prima ancora che esso venga commesso.