Carcassonne si sveglia già rovente, con il termometro che in mattinata promette i
trentanove gradi destinati ad accompagnare l'intera giornata. Sotto le mura della città
vecchia prende il via la prima frazione interamente francese di questo Tour, centottantuno
chilometri e mezzo verso Foix, ai piedi delle grandi salite pirenaiche. Quattro Gran Premi
della Montagna, pochissima pianura e un finale nervoso disegnano una tappa fatta
apposta per gli attaccanti. E gli attaccanti, in effetti, non se lo fanno ripetere.
Appena cade la bandiera è Quinn Simmons ad accendere la miccia, subito imitato da
Romain Grégoire. Il gruppo si allunga, si spezza, si ricompone nel caldo asfissiante, e la
battaglia per la fuga si trascina a lungo, chilometro dopo chilometro. Alla fine il buono è
quello giusto: davanti si forma un drappello larghissimo, oltre trenta uomini, con dentro
nomi di prima grandezza. Su tutti i tre alfieri della Lidl-Trek, Mads Pedersen con Simmons
e Mathias Vacek, ma anche Kévin Vauquelin, Sean Quinn, Marco Frigo, Torstein Træen,
Biniam Girmay, Jasper Philipsen, Michael Matthews, Alex Molenaar, Pablo Castrillo e Raúl
García Pierna.
Dietro, la UAE Team Emirates-XRG mette Nils Politt davanti a dettare un'andatura di puro
controllo.
Il messaggio è chiaro: la squadra non ha intenzione di rincorrere. Il margine
cresce, tre minuti, poi quattro, poi molti di più, e con esso sale in strada un nuovo leader
virtuale. Tadej Pogacar scivola in coda, aspetta l'ammiraglia, prende un po' di ghiaccio per
difendersi dalla canicola. La maglia gialla, semplicemente, viene lasciata andare.
Al traguardo volante di Quillan la volata se la prende Girmay, davanti a Philipsen e a
Pedersen, con punti pesanti per la classifica a punti. Poi la strada torna a salire e il Col de
Coudons comincia a fare la prima selezione: i velocisti puri, Girmay e Philipsen compresi,
si sfilano, mentre Molenaar e Jan Tratnik si contendono i punti del Gran Premio della
Montagna. La corsa vive di scatti e controscatti, mentre in fondo al gruppo ormai staccato
una caduta coinvolge Simone Velasco, Silvan Dillier e altri, senza conseguenze sulla testa
della corsa.
Tutto si decide sul Col de Montségur, ultima asperità di giornata. La EF Education-
EasyPost e la Movistar Team alzano il ritmo e sgretolano il vantaggio dei battistrada. Negli
ultimi millesettecento metri, i più duri, Sean Quinn accende la salita: Grégoire e Matthews
perdono contatto, e per un attimo pare cedere anche Pedersen. Ma i due gregari,
Simmons e Vacek, restano davanti a proteggere l'ex iridato e chiudono ogni tentativo, da
Castrillo a García Pierna. Frigo, che sale con misura e intelligenza, piazza l'allungo e
scollina per primo, con il terzetto Lidl-Trek a pochi secondi.
In discesa Simmons si getta a capofitto per ricucire, e una volta ricompattato il gruppetto
tutto il peso del finale ricade sulla Lidl-Trek.
Ma con due uomini come Simmons e Vacek a
tenere il ritmo, staccarli diventa impresa vana. Castrillo ci prova ancora, e ancora, negli
ultimi chilometri, e ogni volta trova Pedersen o un suo compagno a spegnere l'azione. Alle
spalle il gruppo transita con quasi tredici minuti di ritardo: la maglia gialla, a questo punto,
ha già cambiato padrone.
Dentro gli ultimi due chilometri l'ennesimo scatto di Castrillo non porta a nulla, e allo
spagnolo andrà il premio di combattivo di giornata. Vauquelin tenta il colpo prendendo in
testa l'ultima curva, ma ai cinquecento metri Pedersen parte lunghissimo e taglia il
traguardo da solo, le braccia al cielo e i pugni stretti, la bocca spalancata in un urlo. Dietro
di lui Simmons completa la doppietta Lidl-Trek, García Pierna è terzo e Frigo quarto. A
Foix, dove l'ultimo a imporsi era stato Hugo Houle nel 2022, la festa è tutta danese.
C'è però un secondo protagonista, di quelli che il Tour regala di rado. Torstein Træen, che
un anno fa aveva vestito per quattro giorni la maglia rossa alla Vuelta, si prende ora la
maglia gialla con 7'53" su Pogacar e Vingegaard. Pedersen aggiunge alla tappa anche la
maglia verde, la bianca va a Vacek, mentre la maglia a pois resta sulle spalle di Alex
Baudin dopo una giornata di scaramucce sulle salite. Un giorno di gloria costruito sul
sacrificio totale di una squadra per il suo capitano, e sulla generosità di una fuga che ha
riscritto la classifica.
Ordine d'arrivo, primi dieci:
1. Mads Pedersen (Lidl-Trek) 4h10'45"
2. Quinn Simmons (Lidl-Trek) s.t.
3. Raúl García Pierna (Movistar Team) s.t.
4. Marco Frigo (NSN Cycling Team) s.t.
5. Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech) s.t.
6. Kévin Vauquelin (Netcompany INEOS) s.t.
7. Sean Quinn (EF Education-EasyPost) s.t.
8. Torstein Træen (Uno-X Mobility) s.t.
9. Pablo Castrillo (Movistar Team) s.t.
10. Mathias Vacek (Lidl-Trek) s.t.
Classifica generale, primi dieci:
1. Torstein Træen (Uno-X Mobility) 13h02'46"
2. Sean Quinn (EF Education-EasyPost) a 28"
3. Mathias Vacek (Lidl-Trek) a 3'50"
4. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) a 7'53"
5. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) a 7'53"
6. Ramses Debruyne (Alpecin-Premier Tech) a 8'06"
7. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) a 8'16"
8. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) a 8'17"
9. Juan Ayuso (Lidl-Trek) a 8'20"
10. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) a 8'41"