La battaglia della Posidonia agita le spiagge di Palau: il municipio ordina la rimozione, gli ambientalisti insorgono

L'amministrazione stanzia venticinquemila euro per ripulire gli arenili di Porto Faro, La Sciumara e l'Isolotto prima dell'assalto turistico. Il comitato civico boccia l'operazione e chiede di destinare i fondi al recupero delle dune per frenare l'erosione costiera.

La gestione dei litorali in vista della stagione balneare accende lo scontro a Palau. Il settore ambiente e demanio del municipio gallurese ha varato un piano da venticinquemila euro, finanziato in parte con fondi della Regione, per gestire i cumuli di Posidonia oceanica spiaggiata durante le mareggiate invernali. L'intervento si concentra su tre tratti di costa particolarmente frequentati: l'Isolotto, La Sciumara e Porto Faro. L'obiettivo dichiarato dagli uffici comunali è quello di ripristinare il decoro, garantire l'igiene e facilitare l'accesso dei bagnanti in vista dei mesi di massimo afflusso turistico.

Le operazioni non seguiranno uno schema unico, ma si adatteranno alla conformazione dei singoli arenili nel rispetto di quelli che i tecnici definiscono criteri ambientali minimi, ossia le direttive imposte dallo Stato per ridurre l'impatto ecologico degli appalti pubblici. A Porto Faro, dove lo spazio alle spalle della spiaggia è insufficiente per lo stoccaggio, la pianta marina verrà caricata sui mezzi e trasferita definitivamente verso gli impianti di recupero e riciclo. A La Sciumara, invece, i cumuli vegetali verranno spostati sul retro della spiaggia per tutta la durata dell'estate, con il preciso obbligo di riposizionarli sulla battigia a fine stagione per restituire alla costa il suo fisiologico scudo contro le mareggiate.

Le rassicurazioni del Comune non sono però bastate a placare le polemiche. Contro l'intervento si è schierato apertamente il comitato "Amici di Talmone e Cala di Trana", che bolla la spesa pubblica come inutile e dannosa per il territorio. Secondo il gruppo civico, la presenza della Posidonia sulla sabbia non rappresenta un'anomalia o un problema di igiene, ma una difesa naturale irrinunciabile. Le foglie secche, accumulandosi, formano infatti un cuscinetto compatto che trattiene i granelli e frena l'erosione costiera provocata dal costante moto ondoso.

La richiesta rivolta al palazzo civico è quella di una retromarcia totale. Il comitato chiede di lasciare i cumuli dove il mare li ha depositati, prendendo a modello le scelte conservative fatte da altre amministrazioni isolane, prima fra tutte quella di Cagliari per la gestione del litorale del Poetto. La proposta alternativa avanzata all'esecutivo locale è di dirottare i venticinquemila euro dell'appalto verso opere strutturali, finanziando progetti di recupero del sistema dunale, la riforestazione marina o la piantumazione di alberi per consolidare i terreni più a rischio. "Manteniamo in spiaggia la Posidonia anche a Palau, utilizziamo questi soldi per progetti realmente utili per l'ambiente", recita la nota dell'associazione, che invita il Comune a puntare sull'informazione dei bagnanti piuttosto che sulla rimozione dei detriti naturali.

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