C'è una battaglia silenziosa ma inesorabile che si combatte da decenni nei centri storici delle nostre città: quella tra l'ingombro metallico dell'automobile e il diritto al passeggio del cittadino e del turista. È una dialettica antica, fatta di lamentele dei commercianti, di clacson nervosi e di ordinanze comunali. A Bosa, città che ha il privilegio e la condanna di specchiarsi sull'unico fiume navigabile della Sardegna, questa battaglia ha registrato lo scorso anno una tregua felice. E oggi, vista la clemenza della stagione e l'arrivo anticipato delle truppe di vacanzieri, l'amministrazione ha deciso di calare il carico: il Lungo Temo Scherer torna isola pedonale, e lo fa con netto anticipo.
Non si tratta di un salto nel buio, ma della conferma di un esperimento che ha già superato la prova del fuoco. Dal 18 aprile, e fino al 15 ottobre prossimo, la passeggiata che costeggia il fiume sarà interdetta ai motori dalle undici del mattino fino all'una di notte. Quattordici ore di tregua quotidiana per restituire ossigeno a un gioiello urbanistico che, per conformazione naturale, mal sopporta l'assedio delle lamiere.
La logica del palazzo civico è cristallina: se i turisti sono già qui, è inutile aspettare il calendario canonico dell'estate per offrirgli una vetrina degna di questo nome. A dettare i tempi della decisione è l'assessore competente, Marco Naitana, che inquadra la chiusura non come un divieto, ma come un volano economico:
«L’area pedonale sul Lungo Temo Scherer ha dato risultati più che positivi l’anno scorso. Per il 2026 abbiamo deciso di anticipare i tempi dell’entrata in vigore, visto che in città stiamo già registrando un buon flusso turistico. In questo modo puntiamo a promuovere le attività produttive e le iniziative culturali e artistiche che si svolgono in quell’area».
A fargli da sponda è il primo cittadino, Alfonso Marras, che inserisce il provvedimento in una cornice più ampia, ricordandoci che la vivibilità di un centro abitato si misura proprio dalla sua capacità di difendere gli spazi di pregio dalla dittatura della sosta selvaggia:
«Proseguiamo nella politica dell’Amministrazione comunale orientata a incentivare la creazione di spazi e aree pedonali per la sicurezza della circolazione e per rendere maggiormente vivibili alcuni luoghi del centro abitato di particolare pregio urbanistico e di importanza storica, come, appunto, il Lungo Temo Scherer».
Naturalmente, come in ogni ordinanza che si rispetti, la pedonalizzazione non è un muro invalicabile. La deroga, dettata dal buon senso e dal codice della strada, salva dal divieto i mezzi delle Forze di polizia, le ambulanze e i veicoli al servizio delle persone con limitate capacità motorie. A questi si aggiunge un'eccezione dal sapore prettamente vacanziero: il trenino turistico, che continuerà a fare la spola sferragliando a passo d'uomo.
Bosa sceglie così di non farsi trovare impreparata dalla primavera. Un segnale di maturità amministrativa che comprende una regola elementare del turismo moderno: chi viaggia non cerca parcheggi comodi per l'auto, ma strade sicure dove poter finalmente rallentare il passo.