Dopo appena 180 minuti è ancora difficile distinguere le conferme, le illusioni
e le crisi di risultato.
Roma e Inter partono forte, il Como è ormai una realtà, mentre Milan e Juve
cercano di alzare il proprio livello.
Due giornate, sei punti in palio e una riflessione doverosa prima che il
campionato possa entrare nel vivo.
Il campionato 2026-27 si presenta già diviso tra squadre che sembrano aver
trovato immediatamente una propria identità e altre che, nonostante
investimenti e grandi ambizioni, sono ancora alla ricerca di equilibrio.
E’ ancora presto per le sentenze definitive o per giudizi affrettati ma è tempo
di una piccola analisi.
Dopo due giornate c’è un dato evidente e oggettivo: Inter, Roma, Milan,
Juventus, Atalanta e Lazio sono a punteggio pieno.
Inter e Roma lanciano i primi messaggi.
La Roma è probabilmente la squadra che ha impressionato maggiormente
per continuità e impatto. Otto gol segnati e zero gol subiti nelle prime due
giornate sono numeri che non possono essere ignorati.
Due vittorie per 4-0 contro Fiorentina e Lecce hanno mostrato una squadra
dominante, concreta, bella da vedere che conferma le ottime sensazioni
avute l’anno scorso sul campo.
I giallorossi non sembrano accontentarsi di un piazzamento Champions, ma
si inseriscono tra i candidati al titolo.
I Campioni d’Italia dell’Inter, partono con i favori del pronostico.
Due vittorie contro Monza e Cagliari, diverse tra loro, ma che fanno emergere
la capacità dei ragazzi di Chivu di saper bene interpretare le gare in funzione
dell’avversario.
Un mercato chirurgico e ponderato ha rinforzato una rosa già forte in
partenza e migliorato il livello qualitativo delle seconde linee.
Milan e Juventus cercano il riscatto.
Sei punti anche per Milan e Juventus che hanno il dovere di riscattare il
brutto piazzamento della scorsa stagione.
I rossoneri suscitano tanta curiosità con l’arrivo del nuovo tecnico Amorim a
cui si aggiunge un mercato funzionale e in simbiosi con la nuova guida
tecnica.
Una squadra ben distante dalle idee di Allegri e che cerca un profilo tattico
più europeo e spettacolare.
La Juventus dopo gli acquisti di Alajbegovic, Kolo Muani, Lucumi, Vicario,
Sarr e Woltemade ha fornito a Spalletti una squadra più completa negli undici
iniziali e più adatta a competere in più competizioni.
Il tecnico toscano dovrà cercare l’amalgama giusta per evitare le disattenzioni
del passato.
I dubbi sui Partenopei arrivano sicuramente dal mercato e dal cambio della
guida tecnica.
L’arrivo di Allegri non tranquillizza il tifosi e non candida gli azzurri alla vittoria
dello scudetto. Un mercato basato solo sulle cessioni, sugli esuberi ma che
non ha colmato le carenze di una rosa incompleta, vecchia e probabilmente a
fine ciclo.
La sconfitta con il Como ha mostrato tutti i limiti di un progetto tecnico e
tattico ancora da decifrare.
I ragazzi di Fabregas non sono più una sorpresa ma una realtà partita da
lontano; una programmazione a medio e lungo termine che sta iniziando a
insidiare le prime della classe.
Anche il mercato ha confermato questa volontà.
L’arrivo di Moise Kean
rappresenta uno dei segnali più evidenti di una società che vuole consolidare
la sua posizione in serie A e ben figurare in Europa tra le formazioni più forti
del Continente.
Non solo belli da un punto di vista del gioco, ma anche concreti nel risultato.
Fiorentina, mercato ricco ma inizio disastroso.
La Fiorentina ha fatto grossi investimenti ma i risultati non sempre sono
immediati. Due partite, due sconfitte, zero gol segnati e sette subiti.
Un allenatore emergente, Fabio Grosso, che dovrà concretizzare gli sforzi fatti
in sede di calcio mercato dalla società.
Una rosa rinnovata, l’arrivo di tanti talenti e una piazza ambiziosa e severa
come Firenze; non è ancora una vera e propria crisi ma sicuramente si sta
sviluppando la prima emergenza del campionato.
Questa settimana parlerà solo il campo.
Nessuna trattativa, nessun rumors di mercato.
Lavoro sul campo, perfezionamento della manovra di gioco, studio degli
avversari.
Finalmente tutte le attenzioni saranno concentrate sul rettangolo di gioco.