"Sa lìngua chi contat": Monastir, Ussana e San Sperate portano il sardo tra le rovine di Tharros

Vivere il patrimonio archeologico dell'Isola utilizzando esclusivamente la lingua sarda come veicolo di narrazione. È l'obiettivo operativo del progetto "Sa lìngua chi contat", un'iniziativa finanziata dalla Regione (attraverso i fondi della Legge 482/1999 e della L.R. 22/2018) che vede il Comune di Monastir nel ruolo di capofila, in stretta sinergia con le amministrazioni di Ussana e San Sperate.

Il primo banco di prova del progetto è in programma per sabato 3 ottobre 2026, quando andrà in scena una visita guidata gratuita al sito archeologico di Tharros interamente condotta in sardo e rivolta alla cittadinanza di Monastir. L'intento è scardinare la visione puramente accademica o folcloristica della lingua per restituirle una dimensione pratica e quotidiana.

Un concetto ribadito dalla prima cittadina: «La lingua non è soltanto uno strumento con cui comunichiamo – dichiara il Sindaco di Monastir Paola Ugas – è una parte della nostra identità e del modo attraverso il quale interpretiamo e raccontiamo la nostra storia. La visita a Tharros deve creare occasioni nelle quali il sardo non venga semplicemente studiato o tutelato, ma venga utilizzato, vissuto e ascoltato in contesti culturali e di conoscenza del nostro patrimonio».

L'incrocio tra la narrazione storica e l'uso dell'idioma locale punta a trasformare il sardo in una chiave di lettura viva del territorio. «Come Amministrazione crediamo che la tutela della lingua sarda debba passare soprattutto dalla sua capacità di essere una lingua viva – prosegue Ugas –. Portarla nei luoghi della nostra storia, utilizzarla per raccontare il nostro patrimonio e creare occasioni di incontro tra persone e territori significa contribuire concretamente a mantenerla presente nella nostra quotidianità».

La rete istituzionale tra i tre Comuni fissa un metodo di lavoro condiviso. «Essere capofila di questo progetto insieme a Ussana e San Sperate ci rende particolarmente orgogliosi – conclude il Sindaco –. La tutela dell'identità non può essere un esercizio rivolto soltanto al passato. Deve diventare una scelta culturale capace di parlare al presente e soprattutto alle nuove generazioni. La lingua sarda è parte del nostro patrimonio e abbiamo il dovere di mantenerla viva, utilizzandola, trasmettendola e creando nuovi spazi nei quali possa continuare a raccontare chi siamo».

Sotto il profilo logistico, la partenza per la penisola del Sinis è fissata per le ore 8.00 del 3 ottobre da Piazza Padre Pio a Monastir. L'iniziativa prevede un tetto massimo di 50 partecipanti e i posti verranno assegnati in base all'ordine di arrivo delle iscrizioni. La partecipazione è gratuita (fatta eccezione per il pranzo) e richiede la compilazione dell'apposita modulistica – disponibile sul sito istituzionale del Comune – da inoltrare allo Sportello di Lingua Sarda.

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