Mulhouse si sveglia sotto un cielo che promette battaglia. La quattordicesima tappa
dispiega davanti al gruppo i Vosgi nella loro forma più insidiosa: centocinquantacinque
chilometri appena, eppure quasi tremilaottocento metri di dislivello e quattro gran premi
della montagna disposti a non concedere un metro di respiro. È un massiccio che non ha
la solennità delle Alpi né la durezza asciutta dei Pirenei, e proprio per questo sa mordere,
con le sue rampe brevi che si sommano.
Il via neutralizzato scorre lungo le vie della città, poi il cielo si rompe. Un rovescio
improvviso investe la carovana, e ai primi goccioloni si aggiungono persino i chicchi di
grandine, in un temporale estivo che trasforma la partenza in un guado. I corridori si
lanciano davvero sotto l'acqua battente, e solo qualche chilometro più avanti il sole torna a
spazzare l'asfalto. Nella neutralizzazione saluta la corsa Ramses Debruyne, fermato da un
malanno.
La giornata si accende subito a Wattwiller, dove il traguardo volante premia lo spunto di
Jasper Philipsen davanti a Mads Pedersen. Poi comincia il Grand Ballon, la salita simbolo
di questa terra, ventuno chilometri che si arrampicano lenti verso i milletrecento metri di
quota. È qui che la tappa prende la sua forma vera. Non nasce una fuga ordinata, ma un
fronte larghissimo di attaccanti che si sgrana sulle prime rampe: ci sono Richard Carapaz
e Ben Healy, Valentin Paret-Peintre, Egan Bernal, Thymen Arensman, i gemelli Halland
Johannessen, Einer Rubio, e soprattutto Tom Pidcock, deciso a difendere la classifica
conquistata il giorno prima. Dietro veglia la UAE Team Emirates XRG, che affida a Nils
Politt il compito di tenere il gruppo maglia gialla a distanza di sicurezza.
Sul Grand Ballon è Paret-Peintre a passare per primo, anticipando l'ecuadoriano nello
spunto verso la vetta. La selezione lima i numeri e in testa resta un drappello ristretto: il
francese, Carapaz, i due norvegesi e Healy. La pioggia torna a bagnare la discesa e la
rende un tranello: Carapaz rischia di finire contro il pubblico, si ferma per un soffio, e Healy
lo attende per riportarlo davanti.
Nel frattempo Paret-Peintre continua la raccolta, salendo
per primo anche al Col du Page e sul Ballon d'Alsace, già affrontato ventiquattro ore
prima. Punto dopo punto si prende virtualmente il primato tra gli scalatori.
Alle spalle dei battistrada la corsa si comprime e si distende come un mantice. Il gruppo di
Pidcock perde progressivamente terreno, riportato poi all'ovile dal ritmo dei migliori, e sulla
salita non classificata del Col du Hundsruck ogni distanza si accorcia. Quando la strada
punta verso l'ultima erta, il Col du Haag inedito per il Tour, davanti sono rimasti in quattro:
Carapaz, Paret-Peintre, Tobias Halland Johannessen e Rubio.
L'ecuadoriano non aspetta. Sulle rampe più dure allunga, stacca il norvegese che gli era
rimasto a ruota e si issa solo al comando, con l'orgoglio di chi vuole scrivere la propria
giornata. Dietro, la battaglia dei favoriti prende fuoco. Sepp Kuss detta l'andatura per
Jonas Vingegaard, poi si muove Florian Lipowitz e con lui Paul Seixas; Vingegaard rilancia
e il gruppetto si assottiglia.
Lenny Martinez e Mattias Skjelmose scivolano via, Isaac Del
Toro fatica e deve pure risolvere in corsa un impuntamento della catena, mentre Remco
Evenepoel perde qualche metro, lo ricuce, poi cede di nuovo e ritrova infine la ruota buona
salendo del proprio passo.
A sette chilometri e mezzo dalla vetta arriva il momento che tutti attendevano e che
nessuno riesce a contrastare: lo scatto di Tadej Pogacar. La maglia gialla si alza sui pedali
e apre un varco a ogni pedalata; nessuno prova a seguirlo, tutti rimasti a guardare la ruota
di Vingegaard. Il danese non reagisce di scatto, sale regolare, e in questa fase è Seixas a
firmare la prova che ne annuncia il futuro: il diciannovenne parte, stacca gli avversari e
rientra sul danese, scollinando al suo fianco a sedici secondi da Pogacar. Poco dietro
transita Del Toro, più staccati Lipowitz, Ayuso ed Evenepoel.
Oltre la cima restano una breve discesa e quattro chilometri di pianura, sotto una pioggia
leggera. Non bastano a riaprire nulla. Pogacar si presenta solo davanti allo striscione di Le
Markstein Fellering e taglia il traguardo con la corsa ormai alle spalle. Nei fotogrammi
dell'arrivo lo si vede sciogliersi in un sorriso ampio, pur nel volto segnato dalla fatica, poi
levare le braccia sopra il capo stringendo i pugni, spalancarle in un grido, infine puntare il
pugno destro al cielo. È un'esultanza piena, apparsa più stanca del solito, come se questa
quarta affermazione fosse costata più delle precedenti.
Alle sue spalle la volata per la seconda piazza va a Del Toro, che regola Seixas per
pochissimo; il francese conserva comunque il terzo posto staccando di qualche secondo
Vingegaard, quarto. Più indietro Evenepoel precede Ayuso e Lipowitz, giocandosi il
piazzamento fino all'ultimo metro. Carapaz, ripreso a un passo dal sogno, chiude ottavo, e
il pubblico lo consola con il premio di combattivo di giornata, tributo a una fuga generosa.
I verdetti compongono un quadro netto. Pogacar cala il suo poker in questo Tour e allarga
ancora il margine in testa alla generale. La maglia bianca cambia spalle e premia Seixas,
che scavalca Ayuso al termine di una salita corsa da protagonista. La maglia a pois passa
a Valentin Paret-Peintre, che l'ha costruita punto su punto in fuga e la indosserà, vestendo
lo sloveno il giallo. Evenepoel difende il gradino più basso del podio, mentre Pidcock paga
il conto degli sforzi e arretra in classifica.
Ordine d'arrivo:
1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) 4:00:07
2. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) +0:38
3. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) +0:38
4. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) +0:44
5. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) +0:48
6. Juan Ayuso (Lidl-Trek) +0:50
7. Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe) +0:50
8. Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) +1:18
9. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) +1:40
10. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) +1:40
Classifica generale:
1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) 51:18:28
2. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) +4:30
3. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) +5:04
4. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) +5:19
5. Juan Ayuso (Lidl-Trek) +5:22
6. Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe) +5:44
7. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) +5:50
8. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) +7:35
9. Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team) +7:59
10. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) +8:25