14ª Tappa Tour de France 2026 - Pogacar cala il poker a Le Markstein, Seixas conquista il bianco dei giovani

Mulhouse si sveglia sotto un cielo che promette battaglia. La quattordicesima tappa dispiega davanti al gruppo i Vosgi nella loro forma più insidiosa: centocinquantacinque chilometri appena, eppure quasi tremilaottocento metri di dislivello e quattro gran premi della montagna disposti a non concedere un metro di respiro. È un massiccio che non ha la solennità delle Alpi né la durezza asciutta dei Pirenei, e proprio per questo sa mordere, con le sue rampe brevi che si sommano. Il via neutralizzato scorre lungo le vie della città, poi il cielo si rompe. Un rovescio improvviso investe la carovana, e ai primi goccioloni si aggiungono persino i chicchi di grandine, in un temporale estivo che trasforma la partenza in un guado. I corridori si lanciano davvero sotto l'acqua battente, e solo qualche chilometro più avanti il sole torna a spazzare l'asfalto. Nella neutralizzazione saluta la corsa Ramses Debruyne, fermato da un malanno. La giornata si accende subito a Wattwiller, dove il traguardo volante premia lo spunto di Jasper Philipsen davanti a Mads Pedersen. Poi comincia il Grand Ballon, la salita simbolo di questa terra, ventuno chilometri che si arrampicano lenti verso i milletrecento metri di quota. È qui che la tappa prende la sua forma vera. Non nasce una fuga ordinata, ma un fronte larghissimo di attaccanti che si sgrana sulle prime rampe: ci sono Richard Carapaz e Ben Healy, Valentin Paret-Peintre, Egan Bernal, Thymen Arensman, i gemelli Halland Johannessen, Einer Rubio, e soprattutto Tom Pidcock, deciso a difendere la classifica conquistata il giorno prima. Dietro veglia la UAE Team Emirates XRG, che affida a Nils Politt il compito di tenere il gruppo maglia gialla a distanza di sicurezza. Sul Grand Ballon è Paret-Peintre a passare per primo, anticipando l'ecuadoriano nello spunto verso la vetta. La selezione lima i numeri e in testa resta un drappello ristretto: il francese, Carapaz, i due norvegesi e Healy. La pioggia torna a bagnare la discesa e la rende un tranello: Carapaz rischia di finire contro il pubblico, si ferma per un soffio, e Healy lo attende per riportarlo davanti.

  Nel frattempo Paret-Peintre continua la raccolta, salendo per primo anche al Col du Page e sul Ballon d'Alsace, già affrontato ventiquattro ore prima. Punto dopo punto si prende virtualmente il primato tra gli scalatori. Alle spalle dei battistrada la corsa si comprime e si distende come un mantice. Il gruppo di Pidcock perde progressivamente terreno, riportato poi all'ovile dal ritmo dei migliori, e sulla salita non classificata del Col du Hundsruck ogni distanza si accorcia. Quando la strada punta verso l'ultima erta, il Col du Haag inedito per il Tour, davanti sono rimasti in quattro: Carapaz, Paret-Peintre, Tobias Halland Johannessen e Rubio. L'ecuadoriano non aspetta. Sulle rampe più dure allunga, stacca il norvegese che gli era rimasto a ruota e si issa solo al comando, con l'orgoglio di chi vuole scrivere la propria giornata. Dietro, la battaglia dei favoriti prende fuoco. Sepp Kuss detta l'andatura per Jonas Vingegaard, poi si muove Florian Lipowitz e con lui Paul Seixas; Vingegaard rilancia e il gruppetto si assottiglia.

  Lenny Martinez e Mattias Skjelmose scivolano via, Isaac Del Toro fatica e deve pure risolvere in corsa un impuntamento della catena, mentre Remco Evenepoel perde qualche metro, lo ricuce, poi cede di nuovo e ritrova infine la ruota buona salendo del proprio passo. A sette chilometri e mezzo dalla vetta arriva il momento che tutti attendevano e che nessuno riesce a contrastare: lo scatto di Tadej Pogacar. La maglia gialla si alza sui pedali e apre un varco a ogni pedalata; nessuno prova a seguirlo, tutti rimasti a guardare la ruota di Vingegaard. Il danese non reagisce di scatto, sale regolare, e in questa fase è Seixas a firmare la prova che ne annuncia il futuro: il diciannovenne parte, stacca gli avversari e rientra sul danese, scollinando al suo fianco a sedici secondi da Pogacar. Poco dietro transita Del Toro, più staccati Lipowitz, Ayuso ed Evenepoel. Oltre la cima restano una breve discesa e quattro chilometri di pianura, sotto una pioggia leggera. Non bastano a riaprire nulla. Pogacar si presenta solo davanti allo striscione di Le Markstein Fellering e taglia il traguardo con la corsa ormai alle spalle. Nei fotogrammi dell'arrivo lo si vede sciogliersi in un sorriso ampio, pur nel volto segnato dalla fatica, poi levare le braccia sopra il capo stringendo i pugni, spalancarle in un grido, infine puntare il pugno destro al cielo. È un'esultanza piena, apparsa più stanca del solito, come se questa quarta affermazione fosse costata più delle precedenti. Alle sue spalle la volata per la seconda piazza va a Del Toro, che regola Seixas per pochissimo; il francese conserva comunque il terzo posto staccando di qualche secondo Vingegaard, quarto. Più indietro Evenepoel precede Ayuso e Lipowitz, giocandosi il piazzamento fino all'ultimo metro. Carapaz, ripreso a un passo dal sogno, chiude ottavo, e il pubblico lo consola con il premio di combattivo di giornata, tributo a una fuga generosa. I verdetti compongono un quadro netto. Pogacar cala il suo poker in questo Tour e allarga ancora il margine in testa alla generale. La maglia bianca cambia spalle e premia Seixas, che scavalca Ayuso al termine di una salita corsa da protagonista. La maglia a pois passa a Valentin Paret-Peintre, che l'ha costruita punto su punto in fuga e la indosserà, vestendo lo sloveno il giallo. Evenepoel difende il gradino più basso del podio, mentre Pidcock paga il conto degli sforzi e arretra in classifica.

  Ordine d'arrivo: 1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) 4:00:07 2. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) +0:38 3. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) +0:38 4. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) +0:44 5. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) +0:48 6. Juan Ayuso (Lidl-Trek) +0:50 7. Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe) +0:50 8. Richard Carapaz (EF Education-EasyPost) +1:18 9. Tobias Halland Johannessen (Uno-X Mobility) +1:40 10. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) +1:40

  Classifica generale: 1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) 51:18:28 2. Jonas Vingegaard (Team Visma | Lease a Bike) +4:30 3. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) +5:04 4. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) +5:19 5. Juan Ayuso (Lidl-Trek) +5:22 6. Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe) +5:44 7. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates XRG) +5:50 8. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) +7:35 9. Tom Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team) +7:59 10. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) +8:25

Sport

Il Cagliari pareggia in Germania con l’Union Berlino. È l’ultima amichevole fuori dalla Sardegna prima del via della stagione ufficiale.
Termina in parità (2 a 2) la gara in terra tedesca contro la Union Berlino di un Cagliari determinato e con tanta personalità per affrontare avversari di discreto livello che hanno sede nel quartiere di Köpenick a Berlino, partecipano alla Bundesliga e giocano allo Stadion An der Alten Forsterei. All’inizio ritmi blandi ed attenzione soprattutto a ...

Fiori d'arancio in Puglia per Gigio Donnarumma: il sì con Alessia Elefante a Locorotondo.
  Il borgo bianco della Valle d’Itria si è fermato per un giorno per celebrare uno dei matrimoni più attesi dell’estate sportiva. Gianluigi “Gigio” Donnarumma, portiere e capitano della Nazionale azzurra in forza al Manchester City, ha coronato il suo sogno d’amore con la storica compagna Alessia Elefante. Cornice dell'evento è stata la sugges...