Sa Scala ‘e Sa Contissa, la strada spianata nella roccia e la fanciulla che si suicidò per dispiacere

  Abbiamo detto che la nostra bellissima Isola è pregna di tradizione, di credenze e di leggende. Non tutte, ahimé, hanno un lieto fine – ma non c’è una vena profondamente romantica nell’amaro di un finale tragico? Non siamo, noi umani, profondamente attratti dalle storie che fanno scappare una lacrimuccia? Ma torniamo a noi. La leggenda che raccontiamo oggi – e che ha raccontato prima di noi Agugliastra – riguarda una fanciulla e un Conte. Si narra che quest’ultimo, brutto come poche cose al mondo e altrettanto malvagio, vivesse nel Castello di Quirra. Un giorno l’amore venne a bussare alla sua porta, una bellissima ragazza di Perdas de Fogu gli rubò il sonno e lui non poté che chiederla in moglie.

  La fanciulla, dal canto suo, non voleva accettare: abbiamo detto che il suo aspetto esteriore rifletteva l’interiore, lei non voleva assolutamente legarsi a un essere così tenebroso. Non potendo però chiamarsene fuori, tentò tuttavia di imbrogliarlo: poiché casa sua era sita in un posto impervio, e l’unica via praticabile era piena di grossi massi che ostruivano il cammino, gli disse che sì, sarebbe diventata sua moglie, ma a una condizione: che fosse arrivato a prenderla in carrozza. L’uomo non rinunciò, si fece aiutare da tutta l’Ogliastra. Uomini di Tertenia, Bari Sardo, Arzana, Lanusei, Villagrande, Osini e Loceri risposero al suo appello e lo aiutarono a spianare la strada. Quindi la carrozza con il nobile arrivò fino a casa della fanciulla che, esterrefatta, dovette andare via con lui.

  Il dispiacere fu tanto, però, che una volta giunta al castello, in preda a una disperazione comprensibile, decise di porre fine alla sua vita, suicidandosi in quel castello. Si lanciò nel vuoto, nel dirupo sottostante, ritrovando così – ci piace pensare – la sua libertà. Il Conte comunque non si dimenticò di coloro i quali l’avevano aiutato, con pochi utensili ma tanta forza di volontà, a raggiungere quella che aveva scelto come sposa e per ricompensa donò terreni del Salto di Quirra, fino a Sarrala, ai paesi degli uomini (Tertenia, Bari Sardo, Arzana, Lanusei, Villagrande, Osini e Loceri). Ecco, quella strada rude ma spianata esiste ancora e si chiama Sa Scala ‘e Sa Contissa.

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