11ª Tappa Tour de France 2026 - Wærenskjold trionfa a Nevers, l'ultimo di Le Lioran beffa i velocisti

  L'undicesima tappa nasce sotto un cielo diverso da quello che ha infiammato il Massiccio Centrale. A Vichy piove, la colonnina scende, e quando alle 14:05 arriva il via ufficiale l'asfalto è ancora lucido e traditore. Al foglio di firma manca Chris Harper (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), costretto al ritiro da una brutta ferita alla mano rimediata il giorno prima in discesa. Il gruppo si presenta convinto che la giornata parli la lingua dei velocisti, ma la pioggia da poco cessata e soprattutto il vento laterale a tre quarti che comincia a soffiare ai -152,9 km lasciano presagire una frazione meno addormentata del previsto. I primi chilometri sono un fuoco di scatti. È ancora Baptiste Veistroffer (Lotto Intermarché) il primo a muoversi, poi tocca a Julian Alaphilippe (Tudor Pro Cycling Team) e, ai -156,9 km, a un plotone lunghissimo che stenta a spezzarsi. Quando si sposta anche Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier Tech), sulla sua ruota Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), pare la mossa giusta: rispondono Uno-X Mobility, NSN Cycling Team e XDS Astana Team, e di fatto tutte le squadre dei velocisti più quotati, tranne quella di Olav Kooij, hanno un uomo davanti. Sono proprio i Decathlon CMA CGM Team a mettersi a tirare e a chiudere il varco. La fuga buona prende corpo ai -147,1 km e conta quattro uomini: Anthon Charmig (Uno-X Mobility), Nelson Oliveira (Movistar Team), lo stesso Alaphilippe e Mathis Le Berre (TotalEnergies). Liam Slock (Lotto Intermarché) tenta il ricongiungimento ma resta appeso a mezza via.

  Al Traguardo Volante di Saint-Pourçain, ai -133,5 km, Le Berre passa per primo davanti ai compagni di avventura; alle loro spalle, nella corsa ai punti per la maglia verde, Jasper Philipsen precede Max Kanter e Mads Pedersen. Il quartetto sa di inseguire un miraggio, ma collabora con ordine mentre il gruppo, tirato a turno da Soudal Quick-Step, NSN Cycling Team e XDS Astana Team, non concede mai più di un minuto e mezzo. La media resta altissima, oltre i 51 km/h, con il vento in appoggio a spingere la corsa. Il plotone non si distrae neppure davanti ai piccoli intoppi: la maglia bianca Juan Ayuso (Lidl-Trek) si porta all'ammiraglia e rientra, Egan Bernal (Netcompany INEOS) fora ai -49,6 km ma ritrova in fretta le ruote. Il temuto ventaglio, in fondo, non si materializza mai: quel vento resta un avvertimento più che una sciabolata, e il gruppo non si spacca. All'imbocco della Côte de Billy-Chevannes, unico vero riferimento altimetrico del finale ai -38 km, la fuga perde un pezzo: Alaphilippe cede dal terzetto di testa. In vetta transita per primo Charmig, davanti a Oliveira e Le Berre, con il gruppo a 1'10". Il finale si carica di nervosismo. Ai -32,3 km una caduta manda a terra tre corridori: tra loro Georg Zimmermann (Lotto Intermarché), che riparte dolorante, con un uomo della Caja Rural-Seguros RGA e uno del Team Jayco AlUla. Poco dopo fora anche Jan Tratnik (Red Bull-BORA-hansgrohe), pronto a rientrare, mentre Alaphilippe, ormai svuotato, saluta per sempre la testa della corsa. I tre battistrada resistono con quaranta, poi trenta secondi, ma il conto alla rovescia è impietoso. Anche la foratura di Fernando Gaviria (Caja Rural-Seguros RGA) ai -7,6 km rischia di tagliar fuori il colombiano, che però risale. Ai -5,5 km Charmig, Oliveira e Le Berre vengono riassorbiti: gruppo compatto, si entra negli ultimi cinque chilometri con tutto ancora aperto. Nell'ultimo chilometro e mezzo è Uno-X Mobility a dettare legge in testa. Tim Merlier si accoda a Jasper Stuyven, ben piazzato, e pure Philipsen trova una buona posizione: sembra il preludio al duello annunciato tra i puri velocisti.

  E invece, mentre tutti si studiano in attesa dello scatto, Søren Wærenskjold parte da lontano, lunghissimo, e sfrutta l'attendismo generale. Il norvegese inventa una volata anomala, regge il ritorno di Kooij e taglia la linea con un colpo di reni: l'ultimo di ieri firma l'impresa di oggi. Secondo Kooij (Decathlon CMA CGM Team), terzo Philipsen (Alpecin-Premier Tech). Merlier, favorito d'obbligo alla vigilia, resta a bocca asciutta, lontano dal podio. Ha del clamoroso, questo successo. Ventiquattro ore prima, sulle rampe di Le Lioran, Wærenskjold aveva chiuso per ultimo, staccato di 41'45" nel gruppetto degli uomini rimasti senza gambe in salita. Oggi, sulle strade piatte e ventose tra l'Allier e la Nièvre, quello stesso corridore regala a Uno-X Mobility un trionfo che vale un intero Tour: la stessa squadra che aveva vestito e perso la maglia gialla con Torstein Træen, poi costretto al ritiro, ritrova qui il sorriso più grande, sorprendendo i signori della volata nel loro terreno prediletto.

  Ordine d'arrivo (161,4 km in 3h10'06") 1. Søren Wærenskjold (Uno-X Mobility) 3h10'06" 2. Olav Kooij (Decathlon CMA CGM Team) s.t. 3. Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) s.t. 4. Milan Fretin (Cofidis) s.t. 5. Huub Artz (Lotto Intermarché) s.t. 6. Biniam Girmay (NSN Cycling Team) s.t. 7. Anthony Turgis (TotalEnergies) s.t. 8. Clément Russo (Groupama-FDJ United) s.t. 9. Fernando Gaviria (Caja Rural-Seguros RGA) s.t. 10. Pascal Ackermann (Team Jayco AlUla) s.t.

  Classifica generale (invariata al vertice dopo l'arrivo in gruppo) 1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG), maglia gialla 2. Jonas Vingegaard (Team Visma Lease a Bike) a 3'36" 3. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) a 4'06" 4. Juan Ayuso (Lidl-Trek) a 4'22" 5. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) a 4'35" 6. Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe) a 4'44" 7. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) a 5'08" 8. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) a 5'45" 9. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) a 6'34" 10. Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) a 11'49"

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