L'undicesima tappa nasce sotto un cielo diverso da quello che ha infiammato
il Massiccio Centrale. A Vichy piove, la colonnina scende, e quando alle
14:05 arriva il via ufficiale l'asfalto è ancora lucido e traditore. Al foglio di firma
manca Chris Harper (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team), costretto al ritiro da
una brutta ferita alla mano rimediata il giorno prima in discesa. Il gruppo si
presenta convinto che la giornata parli la lingua dei velocisti, ma la pioggia da
poco cessata e soprattutto il vento laterale a tre quarti che comincia a soffiare
ai -152,9 km lasciano presagire una frazione meno addormentata del
previsto.
I primi chilometri sono un fuoco di scatti. È ancora Baptiste Veistroffer (Lotto
Intermarché) il primo a muoversi, poi tocca a Julian Alaphilippe (Tudor Pro
Cycling Team) e, ai -156,9 km, a un plotone lunghissimo che stenta a
spezzarsi. Quando si sposta anche Mathieu van der Poel (Alpecin-Premier
Tech), sulla sua ruota Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), pare la
mossa giusta: rispondono Uno-X Mobility, NSN Cycling Team e XDS Astana
Team, e di fatto tutte le squadre dei velocisti più quotati, tranne quella di Olav
Kooij, hanno un uomo davanti. Sono proprio i Decathlon CMA CGM Team a
mettersi a tirare e a chiudere il varco.
La fuga buona prende corpo ai -147,1 km e conta quattro uomini: Anthon
Charmig (Uno-X Mobility), Nelson Oliveira (Movistar Team), lo stesso
Alaphilippe e Mathis Le Berre (TotalEnergies). Liam Slock (Lotto Intermarché)
tenta il ricongiungimento ma resta appeso a mezza via.
Al Traguardo Volante
di Saint-Pourçain, ai -133,5 km, Le Berre passa per primo davanti ai
compagni di avventura; alle loro spalle, nella corsa ai punti per la maglia
verde, Jasper Philipsen precede Max Kanter e Mads Pedersen. Il quartetto sa
di inseguire un miraggio, ma collabora con ordine mentre il gruppo, tirato a
turno da Soudal Quick-Step, NSN Cycling Team e XDS Astana Team, non
concede mai più di un minuto e mezzo.
La media resta altissima, oltre i 51 km/h, con il vento in appoggio a spingere
la corsa. Il plotone non si distrae neppure davanti ai piccoli intoppi: la maglia
bianca Juan Ayuso (Lidl-Trek) si porta all'ammiraglia e rientra, Egan Bernal
(Netcompany INEOS) fora ai -49,6 km ma ritrova in fretta le ruote. Il temuto
ventaglio, in fondo, non si materializza mai: quel vento resta un avvertimento
più che una sciabolata, e il gruppo non si spacca. All'imbocco della Côte de
Billy-Chevannes, unico vero riferimento altimetrico del finale ai -38 km, la
fuga perde un pezzo: Alaphilippe cede dal terzetto di testa. In vetta transita
per primo Charmig, davanti a Oliveira e Le Berre, con il gruppo a 1'10".
Il finale si carica di nervosismo. Ai -32,3 km una caduta manda a terra tre
corridori: tra loro Georg Zimmermann (Lotto Intermarché), che riparte
dolorante, con un uomo della Caja Rural-Seguros RGA e uno del Team Jayco
AlUla. Poco dopo fora anche Jan Tratnik (Red Bull-BORA-hansgrohe), pronto
a rientrare, mentre Alaphilippe, ormai svuotato, saluta per sempre la testa
della corsa. I tre battistrada resistono con quaranta, poi trenta secondi, ma il
conto alla rovescia è impietoso. Anche la foratura di Fernando Gaviria (Caja
Rural-Seguros RGA) ai -7,6 km rischia di tagliar fuori il colombiano, che però
risale. Ai -5,5 km Charmig, Oliveira e Le Berre vengono riassorbiti: gruppo
compatto, si entra negli ultimi cinque chilometri con tutto ancora aperto.
Nell'ultimo chilometro e mezzo è Uno-X Mobility a dettare legge in testa. Tim
Merlier si accoda a Jasper Stuyven, ben piazzato, e pure Philipsen trova una
buona posizione: sembra il preludio al duello annunciato tra i puri velocisti.
E
invece, mentre tutti si studiano in attesa dello scatto, Søren Wærenskjold
parte da lontano, lunghissimo, e sfrutta l'attendismo generale. Il norvegese
inventa una volata anomala, regge il ritorno di Kooij e taglia la linea con un
colpo di reni: l'ultimo di ieri firma l'impresa di oggi. Secondo Kooij (Decathlon
CMA CGM Team), terzo Philipsen (Alpecin-Premier Tech). Merlier, favorito
d'obbligo alla vigilia, resta a bocca asciutta, lontano dal podio.
Ha del clamoroso, questo successo. Ventiquattro ore prima, sulle rampe di Le
Lioran, Wærenskjold aveva chiuso per ultimo, staccato di 41'45" nel
gruppetto degli uomini rimasti senza gambe in salita. Oggi, sulle strade piatte
e ventose tra l'Allier e la Nièvre, quello stesso corridore regala a Uno-X
Mobility un trionfo che vale un intero Tour: la stessa squadra che aveva
vestito e perso la maglia gialla con Torstein Træen, poi costretto al ritiro,
ritrova qui il sorriso più grande, sorprendendo i signori della volata nel loro
terreno prediletto.
Ordine d'arrivo (161,4 km in 3h10'06")
1. Søren Wærenskjold (Uno-X Mobility) 3h10'06"
2. Olav Kooij (Decathlon CMA CGM Team) s.t.
3. Jasper Philipsen (Alpecin-Premier Tech) s.t.
4. Milan Fretin (Cofidis) s.t.
5. Huub Artz (Lotto Intermarché) s.t.
6. Biniam Girmay (NSN Cycling Team) s.t.
7. Anthony Turgis (TotalEnergies) s.t.
8. Clément Russo (Groupama-FDJ United) s.t.
9. Fernando Gaviria (Caja Rural-Seguros RGA) s.t.
10. Pascal Ackermann (Team Jayco AlUla) s.t.
Classifica generale (invariata al vertice dopo l'arrivo in gruppo)
1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG), maglia gialla
2. Jonas Vingegaard (Team Visma Lease a Bike) a 3'36"
3. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) a 4'06"
4. Juan Ayuso (Lidl-Trek) a 4'22"
5. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM Team) a 4'35"
6. Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe) a 4'44"
7. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) a 5'08"
8. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) a 5'45"
9. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) a 6'34"
10. Tom Pidcock (Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team) a 11'49"