Acqua San Martino, l'appello alla Città Metropolitana: "Una fontanella pubblica in attesa del rilancio industriale"

Il blocco produttivo dello storico stabilimento dell'Acqua San Martino rischia di disperdere non solo un potenziale economico, ma anche un pezzo del patrimonio identitario del Nord Sardegna. Di fronte alle oggettive difficoltà di un'immediata ripresa industriale, si fa strada un'ipotesi alternativa volta a garantire quantomeno la fruizione civica della sorgente. L'iniziativa porta la firma di Tore Piana, che ha formalizzato una proposta pragmatica: l'apertura di un punto di prelievo pubblico e gratuito per i cittadini.

La richiesta è stata indirizzata ai vertici della Città Metropolitana di Sassari. L'interlocutore istituzionale è individuato con precisione: l'ente di area vasta, subentrato nelle competenze dell'ex Provincia, è oggi il titolare esclusivo dell'autorizzazione mineraria. Si tratta del provvedimento amministrativo – disciplinato dalle normative regionali e nazionali – indispensabile per consentire l'estrazione, la gestione e lo sfruttamento di qualsiasi giacimento di acque minerali.

L'idea di Piana nasce da una presa d'atto dell'attuale congiuntura economica. «Preso atto che, allo stato attuale, la ripresa produttiva dello storico stabilimento dell’Acqua San Martino appare purtroppo difficile nell’immediato, ritengo che sia arrivato il momento di compiere almeno un gesto concreto nei confronti del territorio e dei tantissimi cittadini che continuano ad amare e ricordare questa straordinaria acqua», dichiara il promotore dell'iniziativa.

Sotto il profilo tecnico ed economico, l'operazione appare di facile attuazione. Attualmente, infatti, le pompe di estrazione del sito vengono attivate periodicamente dal personale per ragioni di stretta manutenzione, al fine di preservare l'efficienza dei pozzi. Sfruttare questo tiraggio idrico già in essere per alimentare una bocchetta esterna non richiederebbe investimenti infrastrutturali gravosi.

«La mia proposta è semplice, ragionevole e a costo contenuto: realizzare una fontanella pubblica che consenta ai cittadini di prelevare liberamente l’acqua con i propri bidoni, così come avveniva in passato e come accade in tante località italiane dove sono presenti sorgenti minerali», prosegue Piana, sottolineando come questa soluzione rappresenterebbe «il primo vero segnale di attenzione verso il territorio, senza attendere necessariamente la riapertura dello stabilimento».

L'appello è stato tradotto oggi in una lettera formale inviata al presidente della Città Metropolitana, Giuseppe Mascia, chiedendo il via libera burocratico per la realizzazione dell'opera. Al di là dell'aspetto pratico, la proposta fa leva sul profondo legame culturale tra la comunità sassarese e le proprie sorgenti storiche.

«Sono convinto che questa iniziativa verrebbe accolta con entusiasmo da migliaia di cittadini. Io sarei il primo ad andare con il mio bidone a prendere l’Acqua San Martino», conclude Piana. «Sarebbe un gesto semplice, ma dal forte valore simbolico, capace di restituire ai sassaresi un pezzo della loro storia e di mantenere vivo il legame con una delle eccellenze più conosciute del nostro territorio. Mi auguro che il Presidente Giuseppe Mascia e la Città Metropolitana vogliano accogliere favorevolmente questa proposta, dimostrando con un atto concreto la volontà di valorizzare una risorsa che appartiene alla storia e all’identità della nostra comunità».

Cronaca