10ª Tappa Tour de France 2026 - Pogacar in solitaria a Le Lioran, ribaltato il verdetto del 2024

  Il giorno della Bastiglia riporta il Tour sulle strade dove nel 2024 Jonas Vingegaard aveva regolato in volata Tadej Pogacar, prima della stretta di mano diventata immagine simbolo del loro duello. Sullo stesso arrivo di Le Lioran, dopo 166,6 km e sette Gran Premi della Montagna nel cuore del Massiccio Centrale, il copione si capovolge. Aurillac saluta la partenza a 32 gradi, tra due ali di folla nel giorno più sentito dai francesi. Si parte fortissimo: un Cofidis apre le danze e per oltre un'ora il gruppo si frantuma e si ricompone senza tregua. Quando la Lidl-Trek alza l'andatura, a -149,4 km, il plotone si spacca al punto che è lo stesso Pogacar a muoversi in prima persona per chiudere il buco, prima che tutto torni insieme. Al traguardo volante di Lacapelle-del-Fraisse, a -141,2 km, Mads Pedersen (Lidl-Trek) precede Max Kanter e mette al sicuro altri punti per la maglia verde. Solo allora la fuga prende forma: dopo continui scatti, davanti si porta un drappello folto, con Richard Carapaz (EF Education-EasyPost), Mathieu van der Poel (Alpecin- Premier Tech), Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), Alex Baudin, Ben Healy (EF Education-EasyPost), Filippo Ganna (Netcompany INEOS) e Javier Romo (Movistar Team) tra i più attivi. È proprio Romo a prendersi la scena.

  Lo spagnolo scollina in testa al Col de Prat de Bouc, a -62,8 km, e prosegue in solitaria mentre alle sue spalle la UAE Team Emirates-XRG detta un ritmo altissimo, oltre i 46 km/h di media. Nils Politt prima, Tim Wellens poi, tengono il gruppo in fila indiana e riassorbono uno a uno gli attaccanti. Sulla Côte de Murat, a -47,8 km, l'azione di Romo è ormai agli sgoccioli. Il Puy Mary, la salita più dura con i suoi 7,8 km al 6% e le rampe finali vicine al 10%, accende la corsa. A -37,6 km parte Carapaz, l'uomo più battagliero di giornata, che guadagna fino a 40" e prova a trasformare la fuga in impresa. Dietro, la Decathlon CMA CGM prende in mano il gruppo: Nicolas Prodhomme alza il ritmo per Paul Seixas, con l'idea di entrare per primi in discesa. La Visma si scioglie, Matteo Jorgenson e Sepp Kuss perdono contatto e al fianco di Vingegaard resta il solo Davide Piganzoli. Allo scollinamento, a -30,9 km, il gruppo dei migliori conta poco più di venti unità. La discesa verso Mandailles porta la prima frattura vera. A -28,4 km una caduta mette a terra Tom Pidcock e Jorgenson: il britannico si rialza subito e rientra con veemenza, l'americano invece resta a terra, sanguinante, costretto ad attendere i soccorsi e presto segnalato a quasi due minuti. Vingegaard perde così l'ultimo uomo capace di dargli manforte. Ai piedi del Col de Pertus, a -14,5 km, Carapaz transita con 1'10" di margine, ma la salita più ripida del giorno, 4,4 km all'8,5%, diventa il terreno della resa dei conti. Adam Yates forza, Piganzoli si mette a tirare per Vingegaard, poi la Maglia Gialla scatta. Il danese non prova nemmeno a rispondere: sale al proprio passo e si limita a condurre l'inseguimento. Pogacar vola via, raggiunge e supera Carapaz, apre il divario.

  Del Toro non tiene ed è superato da Pidcock e Martinez. Allo scollinamento, a ruota di Vingegaard restano soltanto Evenepoel, Lipowitz, Ayuso e Seixas, già a una ventina di secondi. Da lì è una cavalcata. Pogacar affronta la discesa e il breve Col de Font de Cère senza forzare, continuando a girarsi per misurare il vantaggio. Scollina l'ultimo GPM, a -2,7 km, con 42" sui primi inseguitori, poi si concede l'ultimo chilometro. Il rettilineo di Le Lioran è tutto suo: taglia la linea da solo, il sorriso largo, lo sguardo verso l'alto e la mano al petto. Alle sue spalle Evenepoel regola il gruppetto per il secondo posto a 32", mentre Vingegaard, che ha tirato molto nel finale, cede qualcosa proprio in volata e chiude a 44". Del Toro arriva a 1'31".

Ordine d'arrivo: 1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) 3h58'08" 2. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) 32" 3. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) 34" 4. Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe) 34" 5. Juan Ayuso (Lidl-Trek) 38" 6. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) 38" 7. Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) 44" 8. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) 1'31" 9. Tom Pidcock (Pinarello Q36.5) 1'59" 10. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) 2'03"

In classifica generale Pogacar allunga ancora. Vingegaard resta secondo, ma ora a 3'36", con Evenepoel che sale al terzo posto. Del Toro paga il crollo del finale e scivola indietro, cedendo la maglia bianca a Juan Ayuso, nuovo primo tra i giovani. Mads Pedersen consolida la maglia verde, mentre lo stesso Pogacar arrotonda il bottino tra gli scalatori, primo al Col de Pertus e al Col de Font de Cère.

  Classifica generale: 1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates-XRG) 36h15'02" 2. Jonas Vingegaard (Visma | Lease a Bike) 3'36" 3. Remco Evenepoel (Red Bull-BORA-hansgrohe) 4'06" 4. Juan Ayuso (Lidl-Trek) 4'22" 5. Paul Seixas (Decathlon CMA CGM) 4'35" 6. Florian Lipowitz (Red Bull-BORA-hansgrohe) 4'44" 7. Isaac Del Toro (UAE Team Emirates-XRG) 5'08" 8. Mattias Skjelmose (Lidl-Trek) 5'45" 9. Lenny Martinez (Bahrain Victorious) 6'34" 10. Tom Pidcock (Pinarello Q36.5) 11'49"

Due anni dopo la volata persa proprio qui, Pogacar si riprende Le Lioran nel modo più netto, da solo e con distacchi pesanti. E nel giorno più caro alla Francia, la nota lieta transalpina porta la firma di Seixas, terzo e ora quinto nella generale.

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