7ª Tappa Giro 2026 - Sul Blockhaus parla il favorito, la rosa tiene per miracolo

Tappone abruzzese di 245 chilometri, il primo arrivo in quota della corsa riapre il discorso classifica. Pioggia sul finale, vento sulla salita conclusiva, la Maiella consegna le prime gerarchie. Formia saluta la corsa alle 10:59, con 245 chilometri e 4645 metri di dislivello davanti: la frazione più lunga del Giro 2026, il primo arrivo in quota dell'edizione. Sono 169 gli uomini al via, gli stessi del traguardo di Napoli. La fuga si forma in poche pedalate. Jonathan Milan della Lidl Trek non aspetta nemmeno un chilometro per scattare; con lui van der Lee della EF Education EasyPost, Naberman della Team Picnic PostNL e Sevilla della Team Polti VisitMalta. Poco dopo si aggrega Zukowsky della Pinarello Q36.5: cinque uomini al comando, gap a sfiorare i sei minuti. Mette ordine in testa al plotone la Bahrain Victorious, Stannard e Miholjevic a regolare l'andatura per il capitano. La maglia rosa va difesa, almeno fino al Blockhaus. Da nord arriva la conferma di Scirocco già teso sulla Maiella: il vento sarà uno dei protagonisti annunciati. Il traguardo volante di Venafro arriva a -133 dall'arrivo. La volata è controllata, Milan passa per primo davanti a Sevilla, dodici punti per la corsa al ciclamino. Ma il friulano, inaspettatamente, non si rialza: decide di onorare la giornata, prosegue assieme ai compagni di fuga. 

La strada si impenna verso Rionero Sannitico, oltre i mille metri. Il gruppo non ha fretta: Bahrain Victorious e Team Visma Lease a Bike si dividono il lavoro, mentre a -94 km Milan cede, si rialza, attende il rientro. Restano in quattro al comando, vantaggio attorno ai cinque minuti. Quando comincia Roccaraso, a -83 km, sono 6,9 chilometri al 6,5% medio con punte del 12%. Sale di controllo il plotone, mentre Sevilla va a prendersi i punti in vetta. Allo scollinamento il distacco è di 5'50". Da dietro cominciano a sfilarsi alcuni velocisti, Groenewegen fra loro. Sessantasette chilometri al traguardo: comincia a piovere, in discesa l'acqua si fa scrosciante. L'asfalto lucido aumenta la prudenza, il vantaggio dei battistrada torna a sfiorare i sei minuti. È a -46 km che la corsa cambia ritmo: il plotone si scuote, Naberman fatica davanti, il distacco scende a quattro minuti. Più forte degli altri appare Zukowsky. Nel falsopiano che precede l'imbocco del Blockhaus, a -23 km, il canadese attacca i compagni di fuga; van der Lee gli risponde e gli si ricongiunge, mentre Sevilla resta indietro. Il gruppo è a 3'20", la Netcompany INEOS porta Filippo Ganna in prima posizione: la salita finale è alle porte. A -13,6 km cominciano le rampe del Blockhaus: strada stretta, tornanti, foresta che chiude la vista. Davanti sono in due, alle loro spalle la Red Bull BORA hansgrohe regola una quindicina di uomini. Arrieta è già staccato, in ultima ruota; il vento si fa sentire sui tornanti esposti a sud. A tre chilometri dall'inizio della salita accelera il Team Visma Lease a Bike. Davide Piganzoli porta sulla rampa Kuss e Vingegaard. Eulálio si attacca alla ruota del danese, vuole vendere cara la pelle. Pochi metri e cede Kulset, poi Christen, poi crollano Mas in piena crisi ed Egan Bernal, sorpreso dal ritmo. La classifica si riscrive in pochi tornanti. Quando mancano sette chilometri, il gruppo si riduce a una dozzina di uomini, e il vento rende l'ascesa ancora più dura. Un chilometro più su accelera Kuss: Eulálio perde la ruota, la maglia rosa si gira a cercare Caruso. Sulla scia dell'americano sale Vingegaard. È il momento. A -4,9 km il danese scatta. Pellizzari riesce a tenergli la ruota, generoso oltre misura, fedele a un'idea di corsa che chiede tutto al primo affondo. 

Anche Gall risponde, ma capisce subito: quel ritmo non è il suo, si stacca per scelta, sale del suo passo metronomico. Mezzo chilometro più tardi Vingegaard rilancia, questa volta se ne va da solo. L'italiano paga il fuori giri della prima risposta: il battito si rompe, le gambe si svuotano in pochi metri. Viene scavalcato da Gall, che lo passa senza mai uscire dal proprio ritmo. Pellizzari non si arrende, ma non ha più gambe. Il danese sale al suo ritmo, regolare e implacabile, le braccia ferme sul manubrio, lo sguardo basso. La salita è sua. Quando passa sotto il cartello dell'ultimo chilometro ha sedici secondi su Gall e oltre un minuto sul gruppetto degli inseguitori. Si alza sui pedali per un attimo, poi torna seduto. La cima della Maiella, nuda e battuta dal vento, si avvicina. Sotto la fiamma rossa Jonas Vingegaard taglia il traguardo curvo sulla bicicletta, come a sferrare un colpo di reni mai dato: prima vittoria di tappa al Giro in carriera. Tredici secondi più tardi arriva Gall: salita di costruzione paziente, senza scatti né eccessi. Lo vede sfilare quando è troppo tardi, prende un secondo posto di grandissimo spessore. Pochi metri dopo, tocca l'immagine della famiglia sul manubrio, bacia la mano guantata, la solleva al cielo. A 1'02" arrivano Hindley e O'Connor: lo scatto dell'australiano per gli abbuoni precede di tre secondi Pellizzari, quarto, ripreso negli ultimi metri. Sesto, dopo una rimonta da applausi, Mathys Rondel del Tudor a 1'29". Caruso scorta Eulálio al traguardo: la maglia rosa resta sulle spalle del portoghese, ma il margine sul secondo si riduce a 3'17", contro i 6'22" del mattino. Quel secondo, adesso, è il danese. Vingegaard recupera in una sola salita oltre tre minuti sul leader, smarcando quasi tutto il deficit della fuga bidone di Potenza. La prima gerarchia del Giro 2026 si scrive sulla montagna pelata d'Abruzzo, e parla una lingua sola. I numeri di giornata Ordine d'arrivo Jonas Vingegaard (Team Visma Lease a Bike) 6:09:15 Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team) a 13" Jai Hindley (Red Bull BORA hansgrohe) a 1'02" Giulio Pellizzari (Red Bull BORA hansgrohe) a 1'05" Ben O'Connor (Team Jayco AlUla) a 1'05" Classifica generale Afonso Eulálio (Bahrain Victorious) 30:59:23 Jonas Vingegaard (Team Visma Lease a Bike) a 3'17" Felix Gall (Decathlon CMA CGM Team) a 3'34" Jai Hindley (Red Bull BORA hansgrohe) a 4'25" Giulio Pellizzari (Red Bull BORA hansgrohe) a 4'28" Ben O'Connor (Team Jayco AlUla) a 4'32" Mathys Rondel (Tudor Pro Cycling Team) a 4'56" Giulio Ciccone (Lidl Trek) a 4'57" Thymen Arensman (Netcompany INEOS) a 5'07" Michael Storer (Tudor Pro Cycling Team) a 5'11"

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