I toscani, ultimi e a secco di vittorie da 128 giorni, dominano la squadra di Pisacane. Sardi trafitti dal rigore di Moreo e dalla doppietta di Caracciolo. Inutile la rete di Pavoletti. Venerdì all'Unipol Domus arriva il Napoli.
di Simone Arbus
Eupalla, nume tutelare del calcio, sa essere spietata con chi scende in campo senza il giusto furore agonistico. Sotto il cielo dell'Arena Garibaldi, il Cagliari di Fabio Pisacane si consegna senza lottare al Pisa, fanalino di coda del campionato. Una trasferta che doveva servire per allungare in classifica si trasforma in una disfatta tattica e mentale.
L'illusione spezzata e il rigore
I padroni di casa si presentano all'appuntamento con la fame disperata di chi non assapora i tre punti da ben 128 giorni. L'astinenza toscana si spezza dopo appena 9 minuti di orologio: il direttore di gara decreta il calcio di rigore che Moreo trasforma con freddezza, bucando la porta sarda.
La reazione del Cagliari è un fuoco di paglia. Sulemana, pochi istanti dopo lo svantaggio, ha sui piedi il pallone del pareggio ma lo divora in malo modo. È lo spartiacque psicologico che segna l'inizio della fine.
Il paradosso della superiorità numerica
L'architettura della partita subisce uno scossone nel primo tempo, quando il Pisa rimane in dieci uomini. Sulla carta è l'occasione perfetta per ribaltare l'inerzia, ma il mosaico tattico isolano va totalmente fuori giri. Il Cagliari è lento, distratto, incapace di far valere l'uomo in più.
La ripresa si trasforma nel palcoscenico di Caracciolo. Al 7' minuto il difensore nerazzurro irrompe nell'area sarda e firma il raddoppio. Il tempo di rimettere il pallone al centro e, appena due minuti più tardi, lo stesso Caracciolo si ripete siglando una clamorosa doppietta personale. Un uno-due letale che detronizza i rossoblù.
La bandiera di Pavoletti e l'orizzonte partenopeo
Sotto di tre reti contro una squadra in inferiorità numerica, i sardi provano ad abbozzare una reazione di puro orgoglio. È il solito Leonardo Pavoletti a riaprire parzialmente le ostilità trovando la via del gol. Ma il Pisa non trema, resta sul pezzo e addormenta la gara. A certificare la totale deriva del Cagliari arriva, nel finale, il cartellino rosso diretto per Obert, che ristabilisce la parità numerica in campo e fa calare il sipario sul match.
Poco da salvare e molto da dimenticare per Pisacane. I rossoblù tornano sull'Isola a mani vuote e con le marce bloccate. Il tempo per curare le ferite, però, non c'è: il calendario impone di rimettersi subito l'elmetto. Venerdì prossimo, all'Unipol Domus, sbarcherà il Napoli di Antonio Conte per l'ennesima battaglia campale di questa stagione.