Dal Tamagotchi anni Novanta all’Intelligenza Artificiale moderna: nasce Sweekar, il virtual pet che cresce con te

  «Non volevamo costruire un gadget più intelligente. Volevamo creare una piccola vita che fosse sempre con te, qualcosa che ricordasse le piccole cose, crescesse grazie al modo in cui ti prendi cura di lei e non sembrasse mai un software che finge di interessarsi a te». Hongzhi (Irving) Gao, fondatore e CEO di Takway AI Unire il passato con il presente: si può? Mentre si discute ogni giorno riguardo al ruolo che l’Intelligenza Artificiale ha – e avrà, in futuro, perché checché se ne dica oramai è presenza costante ovunque – nelle nostre vite, il team della startup Takway (e presentato, con enorme successo, al CES 2026) ha trovato il catapultare uno dei simboli dei mitici anni Novanta fino ad oggi, epoca dei riconoscimenti facciali, delle domande di ogni tipo poste a ChatGPT e di un modo di vivere iperconnesso. E non solo: l’ha fatto mantenendo integra l’idea originale, adattandola perfettamente ai nostri tempi. Mi spiego meglio: e se l’animaletto virtuale – chi non aveva il tamagotchi che con i suoi continui beep creava ansia e tenerezza insieme? – del passato tornasse ma con voce, memoria e capacità di interagire con noi? Eccolo, Sweekar, il virtual pet del futuro. Quello che cambia “carattere” in base a come ci parli. Che, se interagisci con lui in un certo modo, plasma il proprio modo di rispondere e diventa, in qualche modo, il risultato di… come lo cresci. Insomma, quello che trent’anni fa ci chiedeva di essere sfamato e pulito, pena la morte sua e il nostro immancabile rimorso, adesso può sviluppare una personalità, parlare con noi, conoscerci e conservare i ricordi grazie a una memoria a lungo termine. E sì, è tecnologia pura, vero, ma come si può non innamorarsi di qualcosa che, questa volta, possiamo anche prendere per mano? Del resto, le grandi innovazioni non sono sempre qualcosa di mai visto. Certe volte, modellano qualcosa che ha funzionato adattandola al presente e il team di Takway l’ha fatto in maniera epica. E la gente, sissignori, ci ha creduto: nella piattaforma di crowdfunding Kickstarter ha già raccolto (a due settimane e più dalla fine della campagna) la bellezza di 560mila euro con quasi duemila sostenitori provenienti da ogni angolo di mondo. Sì, avete capito bene: un mare di soldi per un’idea che sembra aver centrato il bersaglio. La nostalgia fa molto, ma non è tutto: è la proiezione nel futuro di qualcosa di antico che ha fatto la differenza. È continuare a credere che l’animaletto che tanto ci faceva compagnia quando eravamo bambini sia disponibile con un aggiornamento 2.0. È sperare che creerà lo stesso tipo di emozione, ma maggiorata dalla tecnologia. Non solo: l’AI ad oggi vive dentro i nostri schermi. Computer, smartphone, tablet: qui invece si ribalta. Smette di essere qualcosa con cui parlare attraverso un display per diventare qualcosa che “vive” – sì, perché Sweekar cresce, da uovo a stadio adulto, e non solo con “vari livelli” ma proprio fisicamente di diversi millimetri grazie a un motore interno – nel tuo comodino. Che puoi portare dietro in borsa. Che ti accompagna per la spesa, per prendere i bambini a scuola, in palestra e al lavoro. Che ti accompagna durante le fasi della giornata, parlando con te e confrontandosi su quel che vuoi. Accettando persino, con dei sensori, le tue coccole. Non c’è molto da fare: abbiamo bisogno di prenderci cura di qualcuno (in questo caso di qualcosa) ma nelle nostre vite frenetiche spesso una compagnia digitale, che dipende da noi ma non chiede la perfezione, è può diventare una presenza rassicurante e curiosa. Non un giocattolo, o perlomeno non solo, quindi, ma un assistente, un virtual pet, qualcosa di indefinibile e unico nella sua categoria: è proprio qui che Takway ha fatto la differenza, capendo che un’idea antica, rielaborata con la tecnologia moderna, potesse diventare nuova e stupefacente. E questo spiega il grande interesse del pubblico e perché Sweekar abbia quasi duemila sostenitori da tutto il mondo. Cresce, abbiamo detto, sia fisicamente che – dopo i vari livelli – a livello di interazione, costruisce la propria personalità in base al rapporto che si instaura con lui, è piccolino (solo 89 grammi), ha sensori vari che permettono attività particolari, espressioni facciali che mostrano il proprio umore e voce: what else? Noi, intanto, aspettiamo: la fine della campagna è prevista per il 18 settembre. Poi vedremo cosa ci regalerà Sweekar: le aspettative sono alte.

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