Il "mostro" di Belluno e la gogna dei "giusti". I social hanno vinto, l'uomo è finito

Salvatore Russotto scende dal bus. Per sempre. Non perché ha sbagliato. Non perché ha abbandonato un bambino al gelo, come urlavano i titoli e i tribunali del popolo. L'azienda ha chiuso l'indagine: nessuna responsabilità. Il ragazzino è sceso, l'autista non lo ha cacciato. Fatti, non opinioni.
Eppure, Russotto non guiderà più. Ha chiesto di fare altro. Passacarte, magazziniere, qualsiasi cosa pur di non sentire addosso gli occhi della gente. Ha vinto la paura. Ha vinto la gogna. A un anno dalla pensione, un uomo di 61 anni si arrende non alla giustizia, che lo ha assolto, ma alla "cloaca" dei social network.
Per giorni è stato il "Mostro delle nevi". L'orco senza cuore. La tribù digitale ha emesso la sentenza cinque minuti dopo la prima agenzia di stampa. Hanno chiesto il licenziamento, la radiazione, la testa. Hanno sputato veleno sulla tastiera tra un caffè e l'altro, sentendosi migliori, sentendosi giudici supremi in pantofole.
Non conoscevano i fatti. Non serviva. Sui social la verità è un orpello inutile, un rallentamento fastidioso. Quello che conta è l'indignazione. Bisogna esserci, bisogna urlare, bisogna partecipare al linciaggio. È il rito tribale del ventunesimo secolo: si individua il bersaglio, lo si distrugge, si passa al prossimo.
Siamo diventati questo: servi della gleba digitali. Lavoriamo gratis per i padroni del vapore della Silicon Valley. Regaliamo loro la nostra bile, i nostri dati, le nostre reazioni scomposte. Loro ringraziano e incassano. Ogni insulto a Russotto, ogni commento livoroso, è un punto in più per il microtargeting. Ci profilano mentre odiamo. Sanno cosa venderci proprio perché sanno quanto siamo cattivi.
Noi ci crediamo liberi pensatori, siamo solo batterie che alimentano l'algoritmo. Lo sfogatoio è gratuito solo in apparenza. Il prezzo lo paga la dignità delle persone reali, quelle in carne e ossa come l'autista di Belluno, maciullate da una folla anonima che non risponde mai di nulla.
Ora Russotto aspetterà la pensione nascosto in un ufficio. I forcaioli del web non chiederanno scusa. Non lo fanno mai. Hanno già dimenticato il suo nome. Stanno già scorrendo la bacheca in cerca della prossima vittima da sbranare, pur di regalare un altro po' di dati al sistema e sentirsi, per un attimo, dalla parte dei giusti.

Attualità

L'osservatorio di Guerrini: I cattivi maestri
CAGLIARI. I cattivi maestri. La classe politica sarda. È messa in discussione perché non di qualità. Anzi, per essere più espliciti, perché appare di basso livello. Tant'è che molti politici finiscono nel mirino dei Pm. Vengono indagati, rinviati a giudizio, condannati, messi agli arresti. Talvolta finiscono in carcere. Ma continuano a stare disin...

L'osservatorio di Guerrini: Il senso di umanità
Il senso di umanità. In molti casi è smarrito. Persino con i bambini. Un mese fa, nelle montagne del nord, in Cadore, un bambino è stato fatto scendere dal bus, mentre nevicava, perché il suo biglietto non era quello corretto. Quell'innocente creatura ha dovuto percorrere sei km a piedi per raggiungere, sotto la tormenta, la sua abitazione. Un coe...

L'osservatorio di Guerrini: Gli intrusi
Gli intrusi. Sono la novità politica nel Campo Largo della Regione. Quando si arriva alle nomine, la governance 5Stelle fa talvolta ricorso a elementi di cdx. La realtà è che i tradizionali confini di appartenenza dx-sx sono saltati. Per via della trasversalità di rapporti di convenienza. Quando governava il Circo Magico di Christian Solinas, ad es...

L'osservatorio di Guerrini: Gli "affari"
Gli "affari". Il nuovo stadio del Cagliari. La questione si è recentemente molto complicata. Alcune proposte del Piano Economico Finanziario presentate dal Club rossoblu al Comune hanno inceppato le procedure di approvazione. Il presidente del Cagliari Giulini ha pensato bene di chiedere aiuto agli amici. Per questo ha incontrato a Milano, con il s...

Il ladro, il palo e i diritti dell'uomo
A Cagliari la guerra del sellino finisce a Strasburgo. Vietato legare le bici ai lampioni per "decoro": un regalo ai ladri o una questione di civiltà?Ci sarà pure un giudice a Berlino, diceva il mugnaio di Potsdam a Federico il Grande. A Cagliar...

L'osservatorio di Guerrini: Il potere (illecito) della casta politica.
Il potere (illecito) della casta politica. Tutti sapevano e nessuno è intervenuto. Per anni e anni sono stati intascati doppi e tripli stipendi che non potevano essere percepiti. Perché da eletti non potevano riscuotere compensi per incarichi negli enti pubblici. Ma l'apparato di controllo della Regione ha fatto finta di non vedere. Ben sapendo de...

Privacy, i vostri dati sono merce di scambio: Codici avverte i consumatori
Nell'era digitale, l'identità non è solo quella scritta sulla carta d'identità. È una scia di informazioni che lasciamo dietro di noi, spesso senza accorgercene, e che per qualcuno vale oro. L'associazione Codici interviene a gamba tesa su un tema che non ammette ignoranza: la protezione dei dati personali.

L'osservatorio di Guerrini: Il cambio di passo della sanità sarda
Il cambio di passo della sanità sarda. L'assessore è, ad interim, la Presidente della Regione, Alessandra Todde. Che ha mille impegni istituzionali. E non riuncia, giustamente, a far mancare la sua presenza ad ogni evento istituzionale. Infatti è anche andata a partecipare all'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università di Sassari. Evento o...

L'osservatorio di Guerrini: Le Olimpiadi
  Le Olimpiadi. Una mamma che vince la medaglia d'oro e festeggia il successo, pochi attimi dopo averlo ottenuto, con il suo gioiello più grande, il figlioletto Tommi. Cartolina più bella non poteva esserci per il mio racconto domenicale. È la storia di Francesca Lollobrigida, 35 anni, romana di Frascati. Ha conquistato l'oro nel pattinaggio s...