C’è una vecchia massima che in Italia, e in Sardegna ancor di più, ha valore di legge non scritta: non c’è nulla di più definitivo del provvisorio. Ed è proprio su questo timore, antico e fondato, che si accende lo scontro politico ad Alghero attorno al trasloco del Serd. Il delicato servizio che si occupa di dipendenze lascia i vecchi locali di via degli Orti per accamparsi, armi e bagagli, negli spazi della guardia medica all’Ospedale Marino.
Il motivo dello sfratto è tecnico e ineludibile: ci sono di mezzo i cantieri e i soldi del Pnrr, bisogna ristrutturare e quindi si deve liberare l'edificio. Ma a far suonare il campanello d'allarme è il coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia. Il partito di destra guarda in faccia la realtà e mette le mani avanti, ricordando a chi governa la Regione che infilare un presidio socio-sanitario di questo tipo dentro un ospedale può essere tollerato solo con l'acqua alla gola dell'emergenza. Non può, in nessun caso, diventare l'assetto definitivo.
Chiunque mastichi un po' di cronaca locale sa bene che la vecchia sistemazione di via degli Orti non era certo un paradiso. Anzi. La convivenza sotto lo stesso tetto tra l'utenza del Serd, i dipendenti e i cittadini in fila per gli altri servizi del distretto ha generato per anni scintille e disagi. Una promiscuità forzata che non faceva bene a nessuno: né ai pazienti che cercano un percorso di recupero in tranquillità, né alle famiglie che frequentano la struttura per visite ordinarie.
Ora che l'emergenza ha imposto il trasferimento al Marino, la destra algherese lancia la palla nel campo avversario e mette nel mirino un bersaglio politico preciso: il consigliere regionale Valdo Di Nolfo. Essendo lui l'uomo forte della maggioranza cittadina nei palazzi cagliaritani, Fratelli d'Italia chiede che sia proprio lui a farsi carico della patata bollente. Tocca alla Regione individuare in tempi rapidi un immobile che sia finalmente adeguato alle esigenze della comunità.
Il ragionamento è tagliente e difficile da smentire. La sanità territoriale non si fa spostando i problemi da una stanza all'altra a seconda di dove iniziano i lavori. Le classiche soluzioni "provvisorie", denunciano dall'opposizione, finiscono quasi sempre per rivelarsi perpetue. Agli operatori sanitari e alla città serve una scelta strutturale e di responsabilità, che chiuda per sempre la stagione dei disagi. Vedremo se a Cagliari qualcuno prenderà appunti o se il Marino, nato per altri scopi, dovrà rassegnarsi a convivere a lungo con questo nuovo inquilino in prestito.