La svolta che non c'è stata. Purtroppo. L'arrivo di Alessandra Todde alla Presidenza della Regione Sardegna aveva aperto molti cuori, dopo l'oscurantismo del quinquennio sardista-salviniano. Ma la sua azione politica si è scontrata con la dura realtà. E lei ci ha aggiunto parecchio del suo. La Sanità era il suo cavallo di battaglia. Elettorale e politico. I DG delle Asl nominati da Solinas (con contratto ancora per tre anni) hanno ignorato i propositi di rinnovamento. Alcuni con azioni chiaramente discutibili. A difesa dei loro centri di potere. I commissariamenti sono nati per porre fine a quel circuito negativo e nevralgico. Ma sono falliti miseramente sotto i colpi delle sentenze della Corte Costituzionale e del Tar. Ieri è stato formalmente reintegrato Flavio Sensi alla Asl di Sassari. Ma non è detto che accetterà. La squadra dei Dg rimane monca: mancano Cagliari e Gallura. Ma sui nomi è in corso un braccio di ferro con il Pd. Sostanzialmente è caos. Perché le direzioni sono in piena confusione. Al di là di tutto questo rimane il fatto che la legislatura mostra, rispetto alla precedente, solo una nota positiva, anche se rilevante: niente affari con gli squali della imprenditoria. Ma i centri del potere (Asl, Super Staff, consulenze) anziché essere eliminati (per quanto possibile) sono stati occupati. Come in passato. Il gioco delle poltrone è proseguito. Il cambio di visione ed esplicazione morale non c'è stato. E ormai non ci sarà più. Mentre si è riattivato il "vizietto" di importare dirigenti "continentali", applicato con disinvoltura dai predecessori. E allora? Niente di nuovo sul fronte occidentale, direbbe Erich Maria Remarque. Il dialogo con il Pd (non facile per chiunque) è diventato scontro. Ma la responsabilità di tutte le problematiche appare in capo solo a lei, Todde. I democratici, navigatori esperti e astuti nelle acque della politica, sono ben saldi sulle loro posizioni. Per questo i fulmini della critica si scaricano tutti sulla Todde. Uno scenario molto difficile. Appesantito dalle strategie legali, per buona parte sconfitte. In questo marasma, c'è forte preoccupazione, nel csx sardo, per il futuro. A cominciare dalle elezioni politiche del 2027. Mario Guerrini.