Dalla strage mafiosa alla donazione: i resti della scorta di Falcone in mostra nel Sarcidano

L'iniziativa della Polizia per unire il ricordo delle vittime all'appello per la raccolta di sangue. Todde: "Un'azione di guerra contro lo Stato. Trasformiamo la memoria in responsabilità civile".

di Pasqualino Trubia

Isili – C'è il sangue versato sull'asfalto dell'autostrada di Capaci e c'è quello donato in un letto d'ospedale. È su questo binario parallelo che si è mossa stamane a Isili la manifestazione "Dal sangue versato, al sangue donato". Un evento che ha portato nel cuore della Sardegna la teca contenente i resti dell'auto di scorta del giudice Giovanni Falcone, saltata in aria il 23 maggio 1992.

Al Parco Asusa, le scolaresche e i sindaci del territorio si sono ritrovati davanti alla Quarto Savona QuindiciQuarto Savona Quindici era il nome in codice radio della Fiat Croma blindata color marrone su cui viaggiavano gli agenti di polizia Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. L'esplosione di 500 chili di tritolo posizionati dalla mafia sotto l'autostrada la sbalzò a decine di metri di distanza, riducendola a un groviglio irriconoscibile di lamiere, oggi conservato in una teca di vetro itinerante come monito contro la criminalità organizzata.

A spiegare il peso e il significato di quell'attentato alle nuove generazioni è stata Tina Montinaro, vedova del caposcorta, che ha dialogato con gli studenti sull'importanza della giustizia quotidiana. Ad accompagnare l'esposizione, una giornata straordinaria di donazione del sangue organizzata dall'associazione "Donatori Nati" (i volontari della Polizia di Stato) presso il centro trasfusionale cittadino.

La Presidente della Regione, Alessandra Todde, ha inquadrato il senso storico della giornata: «Siamo qui davanti alla teca che custodisce i resti della Quarto Savona Quindici, una testimonianza concreta di ciò che è accaduto nel nostro Paese nel maggio 1992, quando la mafia scelse di colpire lo Stato con una vera azione di guerra. Uomini e donne che avevano scelto di servire le istituzioni e che hanno pagato con la vita quella scelta».

La governatrice ha poi unito i due temi della manifestazione, la lotta alla mafia e la sanità: «Dentro queste parole c’è un passaggio importante: c’è il sangue delle vittime della mafia, versato per difendere la libertà e la legalità. E c’è il sangue che oggi tante persone hanno scelto di donare volontariamente per salvare la vita di qualcun altro. È il modo più concreto per trasformare la memoria in responsabilità».

L'appello si è chiuso con un monito politico rivolto agli studenti: «La memoria non può restare ferma nelle celebrazioni. Deve diventare una scelta consapevole delle nuove generazioni. Difendere la legalità significa difendere la libertà di tutti e costruire una società in cui nessuno impone il proprio potere con la paura o con la violenza».

A margine della commemorazione, la Presidente (che ricopre anche la carica di assessora alla Sanità ad interim) ha varcato le porte dell'Ospedale San Giuseppe Calasanzio.

Dopo una sosta al Centro Trasfusionale per ringraziare i cittadini in fila per la donazione, Todde ha ispezionato i reparti di oncologia, chirurgia e geriatria. L'incontro con i medici è servito per fare il punto sulle urgenze operative del presidio: dal rafforzamento della rete oncologica per evitare i viaggi della speranza verso i grandi centri, fino all'attivazione del teleconsulto a distanza e all'implementazione degli screening di prevenzione.

Cronaca

Anela, forza il posto di blocco: arrestato dopo un inseguimento di 15 minuti.
Mezzanotte e mezza, un posto di blocco, l'alt intimato dai militari e un'auto che tira dritto. Inizia così il concitato inseguimento che, nella notte di lunedì, ha spezzato il silenzio delle strade del Goceano. Quindici minuti di corsa a sirene spiegate, terminati solo quando il fuggiasco ha imboccato una strada senza uscit...