Il 3 se?embre la suggesOva Basilica di San Gavino ha aperto le sue porte alla terza edizione di
“Musiche in Salo?o”, un proge?o nato da un’idea di Luca Serra e organizzato dalla Pro Loco di Porto
Torres. Un appuntamento ormai capace di ritagliarsi uno spazio importante nel panorama musicale
della ci?à e che quest’anno ha riunito sullo stesso palco numerosi arOsO portotorresi, ognuno con il
proprio linguaggio, la propria storia e il proprio modo di intendere la musica. Una serata lunga e
ricchissima, costruita come un viaggio a?raverso generi e generazioni differenO, nel quale la
tradizione ha dialogato con la contemporaneità e la musica d’autore. A fare da filo condu?ore tra le
diverse esibizioni è stato un presentatore competente e preparato, capace di accompagnare il
pubblico con naturalezza durante tu?a la serata. La scelta di uOlizzare i necessari momenO di pausa
per il cambio degli allesOmenO come occasione per intervistare gli arOsO, ha permesso al pubblico
di conoscerne meglio il loro percorso e la loro musica. Una conduzione a?enta e dinamica, che ha
saputo mantenere vivo il ritmo dell’evento e si è dimostrata pienamente all’altezza della serata.
Ad aprire la serata è stato Andrea Manca che con la sua chitarra, ha proposto due brani strumentali,
trat dal suo disco del 2019, regalando al pubblico un'apertura elegante e raccolta, affidata
interamente alle possibilità espressive dello strumento e del musicista.
A seguire, I Cantori della Resurrezione, hanno riportato sul palco la forza della tradizione. Tra i brani
eseguiO un senOto omaggio a Don Antonio Sanna che ha dato alla loro esibizione un significato
parOcolare, trasformando la musica in un momento di ricordo e di condivisione.
È stata poi la volta di ValenOna Capasso, dalla vocalità intensa e sicura, che ha presentato,
accompagnata da chitarra e basso, due suoi brani, “Oggi mi sento così” e “Rischiare”. Un'esibizione
che ha messo in luce una voce capace di muoversi con personalità e sensibilità all'interno dei propri
brani.
A portare la tradizione portotorrese sono staO Li Pizzinni di Primma, che hanno creato quella
dimensione popolare e spontanea della musica che nasce spesso nelle piazze, nelle feste e nelle
occasioni di incontro.
Il percorso musicale ha proseguito con Alessandro Pinna e Franco Usai, un duo che ha saputo creare
sul palco un dialogo musicale fa?o di complicità e misura. Due personalità arOsOche che,
incontrandosi, hanno dato vita a un momento piacevole e coinvolgente
La serata ha poi accolto i Mildred, una tra le realtà musicali più interessanO e riconoscibili di Porto
Torres. Anche in una veste acusOca, lontana rispe?o alla loro abituale dimensione, la band ha
dimostrato di non aver bisogno di grandi arOfici per ca?urare l'a?enzione. A catalizzare l’a?enzione,
come sempre il frontman dotato di una forte presenza scenica e di un carisma naturale. La sua voce
e il suo modo di stare sul palco contribuiscono in maniera determinante all’idenOtà della band,
confermando una capacità interpretaOva che va oltre la semplice dimensione musicale.
A raccogliere il tesOmone sono staO i BBrothers, musicisO di grande talento che hanno conquistato
il pubblico con un'esibizione impreziosita da due voci davvero straordinarie, capaci di fondersi e
valorizzarsi a vicenda. Ha sorpreso la qualità dei suoni: precisi, puliO e perfe?amente equilibraO,
tanto da dare all’ascolto la sensazione di trovarsi davanO ad una registrazione realizzata in studio.
Ha quindi preso posto sul palco Roberto Pazzola, che, accompagnato da chitarra e basso, ha dato
vita ad una esibizione di cara?ere ed espressiva, nella quale ha saputo unire forza interpretaOva e
delicatezza, dando ai propri pezzi una cifra personale e coinvolgente.
Poi è arrivato il momento di Gilù, frontman dei Mildred che, per la prima volta, ha scelto di salire sul
palco da solo con la sua chitarra, presentando “Apostrofi”. Un proge?o completamente nuovo che
ha permesso al pubblico di conoscere un'altra sfumatura della sua sensibilità arOsOca e umana. Un
debu?o che ha il sapore di un nuovo inizio e di una strada ancora tu?a da percorrere. E proprio per
questo, non resta che augurare ad “Apostrofi” e a Gilù un lungo cammino, ricco di musica,
soddisfazioni e nuove emozioni da condividere.
A cambiare ancora una volta registro ci hanno pensato gli RD (Stranos Elementos) che hanno
proposto un incontro tra ele?ronica e rap, uOlizzando il portotorrese come linguaggio musicale e
narraOvo. Un'esibizione sicuramente fuori dagli schemi, capace di dimostrare come anche la lingua
e la parlata locale possano diventare materia creaOva e trovare una nuova veste a?raverso sonorità
contemporanee.
Dopo un percorso così variegato, è arrivato il momento di Luca Serra, colui che ha avuto l’idea di
trasformare questo “salo?o” musicale in un appuntamento reale. Dopo averlo ideato e averne
curato la realizzazione, è salito sul palco come musicista, accompagnato da sax e chitarra. Ha scelto
di raccontarsi a?raverso la propria musica e forse non è un caso che, tra le parole di una sua canzone,
ci sia una frase che sembra racchiudere qualcosa dello spirito di questo momento: “Siamo tut
indifesi dopo il tramonto”. Parole che, ascoltate in una serata come questa, assumono una
suggesOone parOcolare, quando le luci si abbassano e rimangono soltanto la musica, le voci e le
emozioni.
È stata poi la volta di Gavino DePalmas, che, accompagnandosi con la chitarra, ha portato sul palco
una dimensione raccolta e delicata. A disOnguere la sua esibizione è stata sopra?u?o la voce, dai
toni gravi e caldi, a?raversaO da una lieve sfumatura graffiata, che le conferisce un Ombro
parOcolarmente riconoscibile.
La musica ha poi lasciato spazio alla voce di Federico Marras Perantoni, cantautore che sembra
arrivare da un’altra epoca, ha proposto alcuni suoi brani, conquistando il pubblico con una voce
accogliente e ricca di sfumature. Un’esibizione senza eccessi, affidata alla forza delle parole e
dell’interpretazione, che ha saputo emozionare e lasciare il segno.
E quando ormai il pubblico aveva a?raversato praOcamente ogni possibile sfumatura della musica,
è arrivato il momento dell'ospite d'onore: Omar Pedrini che ha condiviso il palco con Davide Apollo
in un momento parOcolarmente a?eso. Insieme hanno ripercorso alcuni dei brani più significaOvi
del repertorio dei Timoria, interpretando “Senza vento”, “Sole spento”, “Sangue impazzito”,
“Sudamerica” e “Sacrificio”. Brano dopo brano, la loro esibizione ha coinvolto il pubblico, regalando
emozioni e riportando sul palco canzoni capaci ancora oggi di parlare dire?amente a chi ascolta. La
voce e l'interpretazione dei due arOsO hanno dato vita a un incontro musicale intenso e partecipato,
nel quale ogni canzone ha trovato il proprio spazio e il proprio significato. Un finale che ha lasciato
il segno e che ha chiuso una serata costruita proprio sull’incontro tra arOsO, esperienze e modi diversi
di vivere la musica congedando il pubblico con la sensazione di aver condiviso qualcosa di speciale.
“Musiche in Salo?o” si è confermata così molto più di una semplice rassegna di esibizioni. È stata
una fotografia della Porto Torres musicale, capace di mostrare quanto siano numerose, diverse e
interessanO le realtà arOsOche nate e cresciute in ci?à. Me?ere insieme mondi apparentemente
lontani e scoprire che, alla fine, possono stare tut nella stessa stanza, in un salo?o senza pareO,
nato da un'idea e diventato un luogo d'incontro per la musica di una ci?à, ha reso, per una sera, la
musica il punto d’incontro di tante idenOtà diverse, unite dalla stessa voglia di raccontarsi e di
condividere ciò che sono a?raverso le proprie note. Tante voci diverse, ma un'unica grande voglia di
cantare.