La necropoli di Su Crucifissu Mannu cambia veste. Domani, martedì 1 settembre, le ventidue domus de janas scavate nella roccia calcarea alle porte di Porto Torres non saranno solo una meta archeologica, ma il palcoscenico per la prima uscita italiana della compagnia americana Liquid Spine.
Alle 18 va in scena "Site-Specific", un formato che fonde la classica visita guidata con l'esibizione dal vivo. A muoversi tra le sepolture del Neolitico recente – sito inserito dal 2025 nel patrimonio dell'Umanità Unesco – sarà il collettivo di Boston diretto dalla coreografa Katie Pustizzi. Il gruppo, che si definisce una compagnia di "eco-danza" per la centralità dei temi ambientali e migratori nei propri lavori, schiera sei danzatori (Jami Adams, Brianna Antaya, Victoria Bocchino, Nicholas Markanthony Giannino, Bridget Nicolo, Lindsey Zuccaro) accompagnati dalle percussioni di Patrick Hanafine.
L'appuntamento segna l'avvio della seconda parte dell'Aria Performing Art Festival, rassegna giunta alla quinta edizione, organizzata dall'associazione Senza Confini Di Pelle e inserita nel cartellone della Camera di Commercio Salude&Trigu. Per questa tappa, lo spettacolo è stato costruito su misura in collaborazione con l'Ufficio turistico comunale gestito dalla cooperativa Memoria Storica.
La trasferta sarda del collettivo statunitense proseguirà nei giorni successivi al Parco delle Arti di Molineddu. Giovedì 3 settembre, dalle 15 alle 17, i ballerini terranno un laboratorio aperto, mentre venerdì 4 alle 21 porteranno in scena "Bycatch", un atto d'accusa coreografico contro l'inquinamento degli ecosistemi acquatici e la pesca intensiva.
Per l'esibizione di domani a Su Crucifissu Mannu i posti sono limitati per ragioni di tutela del sito. L'ingresso è vincolato alla prenotazione, che va effettuata contattando la segreteria del festival (ai numeri 3470561735 e 3384040237, o via mail all'indirizzo senzaconfinidipelle@gmail.com).