No Look: Gli dei del calcio senza infortuni

  Ci sono calciatori che hanno scritto pagine immortali nella storia del calcio, regalando autentiche magie sui campi di gioco. Le loro gesta rimarranno per sempre impresse nella memoria collettiva, ma c'è un pensiero che ci attanaglia: cosa avrebbero potuto fare senza infortuni? Prendiamo Roberto Baggio, l’unico calciatore italiano che, nel momento in cui appese le scarpe al chiodo, mi fece commuovere davvero. Giocava con problemi cronici alle ginocchia, eppure il suo talento sembrava infinito. Basta immaginare per un attimo cosa avrebbe potuto realizzare se il suo fisico fosse stato integro. Le sue giocate, già sublimi, avrebbero potuto toccare vette ancora più alte. E Ronaldo, "il Fenomeno"? Con ginocchia rotte ha mandato in crisi i difensori più forti del mondo, dominando su ogni campo con quella combinazione di potenza e tecnica che nessuno riusciva a fermare. Pensate a cosa avrebbe fatto se le sue ginocchia fossero state quelle di un atleta sano. E poi Gigi Riva, il "Rombo di Tuono". Infortunatosi in Nazionale mentre era capocannoniere della Serie A, ha finito la stagione con largo anticipo. Eppure nessuno riuscì a superarlo in classifica, rimanendo re incontrastato anche da fermo. Un campione che ha lasciato il segno anche nelle sue assenze. Questi campioni hanno dominato nonostante gli infortuni, ma il pensiero di ciò che avrebbero potuto fare, senza ostacoli fisici, ci porta a una sola risposta: non lo sapremo mai. Possiamo solo immaginarlo, sognare una realtà parallela in cui i "no look" di Baggio, i dribbling di Ronaldo e i tiri di Riva fossero senza limiti. Una realtà in cui gli dei del calcio non si sono mai dovuti fermare.

Curiosità

Torrone dei morti, il dolce napoletano che racconta la memoria
  Un guscio lucido di cioccolato fondente racchiude un cuore morbido di nocciole e crema: il torrone dei morti è uno dei dolci più riconoscibili della tradizione napoletana di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti. Tra la fine di ottobre e i primi giorni di novembre, le pasticcerie napoletane espongono il *torrone dei morti*, chiama...

Chi era il “nano Bagonghi”
  Un epiteto usato ancora oggi per prendere in giro o denigrare una persona, soprattutto se di bassa statura o con caratteristiche fisiche particolari. Il termine Bagonghi (spesso scritto anche Bagonchi in forma popolare) nasce come nome d’arte usato, tra fine Ottocento e inizio Novecento, da diversi artisti circensi affetti da nanismo che si ...

San Gennaro 19 Settembre
  Il 19 settembre Napoli celebra San Gennaro, vescovo di Benevento e martire cristiano. Secondo la tradizione, Gennaro fu decapitato a Pozzuoli nel 305, durante le persecuzioni dell’imperatore Diocleziano. Una donna chiamata Eusebia avrebbe raccolto il suo sangue in due ampolle, oggi custodite nella Cappella del Tesoro del Duomo di Napoli....

Sa Crabarissa, la leggenda della donna pietrificata dal dolore per un amore perduto
 Il paesaggio sardo non è mai una semplice estensione geografica; è, piuttosto, un archivio di memoria millenaria in cui la natura primordiale si intreccia indissolubilmente con il mito. In questa terra arcaica, la roccia non si limita a occupare lo spazio, ma diventa testimone silenziosa del passaggio umano, assorbendone le passioni, le radic...