A nove anni dal rogo del 19 luglio 2017, il rudere del cosiddetto "Palazzo bruciato" resta una ferita aperta nel tessuto urbano di Alghero. I lavori di messa in sicurezza e bonifica dell'area, affidati all'impresa Giorico Costruzioni, erano stati annunciati nell'agosto scorso con una scadenza fissata al 30 ottobre 2025. Un termine abbondantemente superato, senza che l'intervento abbia portato ai risultati definitivi attesi.
A sollevare il caso politico è la dirigenza territoriale di Sardegna al Centro 20 Venti. L'appalto originario prevedeva la realizzazione di una recinzione invalicabile, il puntellamento del primo sottopiano, la rimozione delle macerie e il monitoraggio ambientale. Di fronte allo stallo, il partito chiama in causa direttamente il sindaco Raimondo Cacciotto.
«Siamo ormai ben oltre il termine indicato per la conclusione dei lavori – dichiarano il Coordinatore Metropolitano di Sassari di Sardegna al Centro 20 Venti Manuel Alivesi e il Coordinatore per l’indirizzo politico Cittadino di Alghero Donato Capuano – e riteniamo doveroso che l’Amministrazione comunale faccia finalmente chiarezza sullo stato della vicenda».
La richiesta formale punta a ottenere un bilancio esatto sulle opere effettivamente eseguite e sulle motivazioni del ritardo. «Non è sufficiente annunciare l’avvio di un intervento: occorre verificare che quanto programmato sia stato effettivamente realizzato, conoscere eventuali ritardi, comprenderne le ragioni e soprattutto sapere quali siano oggi i tempi per la definitiva messa in sicurezza e bonifica dell’area».
Oltre al tema della sicurezza, la paralisi del cantiere innesca un problema di decoro urbano in uno snodo cruciale per la viabilità. «Quell’edificio – proseguono Alivesi e Capuano – si trova in una posizione strategica e continua a presentarsi a cittadini, residenti e soprattutto ai tanti turisti che arrivano ad Alghero come una scena di degrado e abbandono. È francamente un’immagine inaccettabile per quella che dovrebbe essere una delle principali porte d’ingresso della Riviera del Corallo».
Un biglietto da visita che l'opposizione chiede di archiviare chiudendo la partita. «Dopo nove anni dall’incendio – concludono Alivesi e Capuano – Alghero non può più permettersi rinvii, silenzi o annunci senza una concreta verifica dei risultati. Il “Palazzo bruciato” deve essere restituito alla Città, almeno sotto il profilo della sicurezza, del decoro e della dignità urbana. Chiediamo al Sindaco di spiegare ai cittadini, ma anche a tutti gli ospiti che scelgono Alghero per le proprie vacanze, quando e come questa vergogna verrà definitivamente superata».