Alghero incamera il canile di Pala Pirastru: sbloccati i fondi comunali per l'acquisizione della tenuta di Santa Maria La Palma

L'orologio burocratico dell'acquisizione pubblica fa scattare l'ora decisiva per il futuro dell'assistenza zoofila nella Riviera del Corallo. La Giunta comunale di Alghero ha ufficialmente blindato la provvista finanziaria necessaria per trasformare il canile di Pala Pirastru da struttura gestita da privati a patrimonio inalienabile della collettività, chiudendo un cerchio amministrativo e politico sollecitato dal basso attraverso la raccolta di oltre ottomila firme cittadine.

Le coordinate dell'operazione L'asset immobiliare al centro della transazione è un compendio agricolo di 17 ettari situato nella borgata di Santa Maria La Palma. Il valore di mercato, certificato nero su bianco dalla perizia estimativa depositata nel giugno 2026, ammonta esattamente a 803.658 euro, importo al quale andranno sommati i fisiologici oneri fiscali di compravendita. Le coperture economiche derivano dall'avanzo di amministrazione, ossia il bacino di risorse pubbliche accantonate e non spese nei precedenti esercizi finanziari, ora sbloccato per finanziare investimenti strategici. La transazione avverrà tra l'ente municipale e l'attuale proprietario, l'Associazione Primavera, con un piano di ammortamento che l'istruttoria tecnica prevede di poter spalmare su tre diverse annualità.

A innescare materialmente lo svincolo dei capitali è stata una variazione al bilancio, la manovra contabile con cui l'esecutivo aggiorna le previsioni di spesa in corso d'opera per iniettare liquidità immediata nei capitoli dedicati al patrimonio. A tirare le fila dell'operazione è il sindaco Raimondo Cacciotto, che rivendica la volontà originaria dell'amministrazione di voler incamerare l'intera tenuta. Il primo cittadino inquadra la lunga tempistica dell'istruttoria – avviata nel dicembre del 2025 – come un passaggio obbligato, dettato dal preciso «dovere di tutelare l’interesse pubblico e verificare ogni aspetto con la necessaria prudenza». La statizzazione dell'area permetterà infatti a Porta Terra, assicura la fascia tricolore, di «programmare in modo stabile un servizio essenziale per garantire continuità, efficienza e sicurezza».

Il perimetro delle verifiche tecniche ha richiesto oltre sei mesi di analisi incrociate. Gli uffici comunali hanno dovuto radiografare la conformità urbanistica dei diciassette ettari e validare la tenuta finanziaria dell'esborso nel medio periodo. Fino a questo momento, le cure, il ricovero e la complessa gestione quotidiana dei cani randagi venivano garantiti dal municipio all'interno di una struttura di cui non deteneva la titolarità, una condizione di anomalia logistica che la nuova operazione immobiliare va a sanare in via definitiva.

L'impatto della delibera supera il mero dato contabile per incrociare la demografia cittadina. L'acquisizione della struttura di ricovero risponde infatti a un'esigenza strutturale di un territorio che, stando ai numeri ufficiali dell'anagrafe veterinaria, registra la presenza stabile di oltre diecimila animali d'affezione all'interno dei propri confini urbani ed extraurbani. Con la stima economica ormai certificata e i fondi materialmente in cassa, la palla passa ora agli uffici contratti per la stipula formale del passaggio di proprietà.

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