L'esecutivo regionale approva lo stanziamento destinato agli enti locali per il mantenimento delle aree di protezione. L'assessora Laconi difende l'assegnazione proporzionale per ripristinare i biotopi degradati in attesa del piano definitivo.
Il governo della Regione Sardegna stanzia un fondo di quattrocentomila euro per il mantenimento delle oasi permanenti di protezione faunistica e di cattura, i perimetri naturali sottratti all'attività venatoria e destinati alla salvaguardia e al ripopolamento degli animali selvatici. La manovra finanziaria, approvata dall'esecutivo isolano, trasferisce le risorse pubbliche direttamente nelle casse delle Province e delle Città metropolitane, gli enti locali incaricati di gestire materialmente questi presidi ecologici sul territorio. Il via libera è arrivato su proposta formale dell'assessora con delega alla Difesa dell'Ambiente, Rosanna Laconi, che ha istruito la pratica di concerto con l'assessorato competente per la Programmazione, il Bilancio, il Credito e l'Assetto del Territorio.
Il perimetro di intervento coperto dallo stanziamento ricalca le direttive europee conosciute nei codici comunitari come direttiva "Uccelli" e direttiva "Habitat", le normative varate da Bruxelles per tutelare la biodiversità continentale. I denari serviranno a finanziare i lavori sul campo: dalla tutela degli ambienti naturali al ripristino dei biotopi degradati, ovvero quelle specifiche aree fisiche, umide o boschive, che ospitano le comunità vegetali e animali, fino alla creazione di nuovi spazi idonei. L'obiettivo tecnico e operativo delle oasi è infatti duplice: garantire un rifugio sicuro per la fauna che risiede stabilmente sull'Isola e offrire un punto di sosta attrezzato per gli stormi di avifauna migratoria, mantenendo così intatti i delicati equilibri degli ecosistemi locali.
Il meccanismo di spartizione del fondo tra gli enti locali non prevede quote fisse, ma segue un criterio strettamente proporzionale. I finanziamenti vengono calcolati in base all'estensione delle superfici vincolate affidate a ciascuna amministrazione provinciale o metropolitana, comprendendo sia le oasi vere e proprie sia le Zone Temporanee di Ripopolamento e Cattura, indicate nei documenti con l'acronimo ZTRC. La delibera regionale stabilisce inoltre che questa chiave di ripartizione resterà valida anche per i futuri esercizi finanziari, coprendo il vuoto normativo nelle more dell'approvazione del Piano Regionale Faunistico definitivo.
A tracciare la linea politica dell'operazione è intervenuta direttamente l'assessora Laconi, le cui dichiarazioni sono state messe a verbale dall'amministrazione per delineare la prospettiva della giunta: “Con questo provvedimento sosteniamo concretamente gli enti locali nella gestione delle aree di maggiore pregio naturalistico. Le oasi permanenti sono un presidio fondamentale per la fauna selvatica e gli habitat naturali della Sardegna: garantire continuità nei finanziamenti significa garantire continuità nella cura di un patrimonio che appartiene a tutti,”. Il mandato istituzionale si esaurisce nell'assicurare la copertura strutturale per la rete dei siti protetti, come ribadito in chiusura dall'esponente dell'esecutivo: “Proteggere gli habitat significa proteggere il patrimonio ambientale e paesaggistico della Sardegna. È un impegno che la Regione rinnova ogni anno con rigore e con la consapevolezza della responsabilità che ci è affidata.”.