Il patto sugli aeroporti sardi scatena l'ira dell'opposizione contro la Giunta regionale

L'intesa preliminare per la fusione degli scali di Cagliari, Olbia e Alghero è stata firmata a porte chiuse. Fratelli d'Italia denuncia l'assenza di confronto e convoca i vertici istituzionali in commissione.

La firma sul documento che ridisegna la mappa dei cieli sardi scatena la reazione immediata dell'opposizione consiliare. Il gruppo regionale di Fratelli d'Italia punta il dito contro i vertici della Regione per aver siglato il cosiddetto Term Sheet, l'accordo preliminare che fissa le condizioni di base per la futura gestione unificata degli aeroporti di Cagliari, Olbia e Alghero, scavalcando del tutto l'assemblea sarda. Secondo i consiglieri di minoranza, la presidenza e la sua maggioranza avrebbero scelto di operare nel silenzio, escludendo dal dibattito politico i rappresentanti eletti dai cittadini.

L'intesa, che coinvolge oltre all'amministrazione regionale anche la Camera di Commercio di Cagliari-Oristano, la Fondazione di Sardegna e la società finanziaria F2i SGR S.p.A., punta ufficialmente a coordinare le politiche di mobilità, la continuità territoriale e lo sviluppo turistico dell'Isola. Tuttavia, le modalità procedurali con cui si è giunti alla stretta di mano hanno sollevato i forti sospetti del partito di opposizione. In una nota ufficiale, gli esponenti di Fratelli d'Italia non usano mezzi termini: “Ancora una volta ci ritroviamo a mettere in evidenza come questa Presidente e la sua maggioranza non ami fare le cose alla luce del sole, ma anche su temi così rilevanti per il futuro della Sardegna preferisca tenere il Consiglio e i sardi all’oscuro di tutto”.

Il cuore della polemica si concentra sul principio della trasparenza amministrativa, il dovere giuridico che impone agli enti pubblici di rendere visibili e controllabili le proprie decisioni. Richiamando la definizione stessa del dizionario, che lega il concetto al controllo democratico sull'esercizio dei poteri, i consiglieri contestano radicalmente la genuinità dell'operazione. “Siamo certi che di trasparente, per l’ennesima volta, non ci sia proprio niente, è stata presa una decisione senza un minimo di confronto, senza un dibattitto politico che coinvolga tutti i consiglieri in rappresentanza dei cittadini, ed è più che legittimo pensare che questa operazione non sia così trasparente come vogliono raccontarci”, recita il comunicato diramato dal gruppo consiliare.

Per dissipare le zone d'ombra della manovra, Fratelli d'Italia è passata alle vie formali. Il gruppo ha depositato una richiesta indirizzata ai presidenti del Consiglio e della commissione competente per calendarizzare un ciclo di audizioni, ovvero delle sedute istituzionali in cui l'organo politico convoca e interroga tecnici e portatori di interesse per acquisire informazioni dirette sull'andamento dei fatti. La lista dei convocati per i quali si richiede l'audizione è ampia. L'obiettivo è portare in aula le organizzazioni sindacali, i vertici delle Camere di Commercio di Cagliari, Sassari e Nuoro, i dirigenti delle compagnie aeree e l'ex assessore regionale ai Trasporti. A questi si aggiungono l'amministratore delegato del fondo privato F2I, il presidente della Fondazione di Sardegna e il numero uno dell'Enac, l'ente statale incaricato di vigilare sull'aviazione civile in Italia. L'istanza richiede infine di ascoltare anche tutti i soggetti giuridici che in passato hanno impugnato le decisioni sul riassetto aeroportuale, promuovendo ricorsi davanti al Tribunale civile e al Tar, il Tribunale Amministrativo Regionale.

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