Alghero: Caccia a un nuovo palazzo da 600 metri quadri, il PSd'Az all'attacco: "Il Comune compra mentre i vecchi uffici cadono a pezzi"

I sardisti contestano l'avviso pubblico del 16 marzo. Il segretario Tavera elenca gli immobili "fantasma" (ex Green Hotel, via Simon, via Columbano) e agita lo spettro del danno erariale.

Il Comune di Alghero vuole comprare un nuovo palazzo, ma ha già un portafoglio di immobili vuoti, chiusi o in perenne ristrutturazione. L'attacco frontale arriva dal Partito Sardo d'Azione (sezione "Tore Pintus"), che definisce l'ultima mossa dell'Amministrazione una scelta scellerata e un puro sperpero di risorse pubbliche.

La miccia che ha innescato la reazione dei sardisti è l'avviso pubblico diramato da Porta Terra lo scorso 16 marzo 2026. L'obiettivo formale dell'ente è acquisire un nuovo immobile di oltre 600 metri quadrati.

La mappa dei cantieri fermi e dei palazzi vuoti Per il PSd'Az non si tratta di un'esigenza reale, ma di «un'operazione senza logica». Per dimostrarlo, il segretario di sezione Giuliano Tavera mette in fila l'elenco del patrimonio immobiliare già a disposizione del Comune, ma di fatto inutilizzabile per colpa dei cantieri fermi o delle porte sbarrate:

  • Le tre palazzine dell'ex Green Hotel (viale della Resistenza): comprate nel 2023 per 2,8 milioni di euro, con l'idea di destinarne una proprio agli uffici pubblici.

  • L'ex caserma di via Simon: in fase di riqualificazione per ospitare uffici, ma definita dai sardisti «un simbolo di ritardi e immobilismo».

  • L'ex mattatoio di via Michelangelo: per il quale, ricordano i sardisti, sono appena stati affidati lavori di manutenzione straordinaria da 780.000 euro, sempre per fare nuovi uffici.

  • L'ex Casa Comunale di via Columbano: il municipio storico, attualmente chiuso e definito «emblema di una città che abbandona i propri spazi pubblici».

L'ombra del danno erariale Di fronte a questa lista, l'accusa politica del PSd'Az si trasforma in un avvertimento legale vero e proprio. «E mentre immobili pubblici restano vuoti, chiusi o incompleti, l’Amministrazione pensa di comprarne un altro. Questa non è cattiva gestione: è una scelta consapevole e irresponsabile», si legge nel documento.

I sardisti ricordano che gli enti pubblici non possono fare shopping immobiliare a piacimento. L'operazione del Comune, secondo il partito, è una «manifesta violazione del principio di indispensabilità e indifferibilità dell'acquisto», tanto da spingere la sezione a evocare l'intervento dei giudici contabili: la mossa «potrebbe arrivare a configurare un danno erariale». Cos'è il danno erariale e cos'è il principio di indispensabilità? Per le leggi che regolano la spesa pubblica, un Comune (che gestisce i soldi delle nostre tasse) non può comprare nuovi palazzi se ne possiede già altri che potrebbe utilizzare o ristrutturare. Il nuovo acquisto deve essere rigorosamente "indispensabile" (non se ne può fare a meno in alcun modo) e "indifferibile" (non si può rimandare). Se un amministratore spende soldi pubblici per comprare un edificio inutile, la Corte dei Conti lo accusa di "danno erariale", condannandolo a risarcire le casse dello Stato di tasca propria per aver sprecato il denaro dei cittadini.

Il distacco dalla città La conclusione del documento sposta il mirino sul metodo politico adottato dalla maggioranza. Il PSd'Az accusa la Giunta di aver tradito le promesse elettorali di partecipazione e trasparenza: «Si governa chiusi nelle stanze, lontani dalla città reale, mentre gli immobili pubblici restano inutilizzati. Chi amministra ha il dovere di dare risposte, non di accumulare sprechi».

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