Il Comune chiude il ciclo di formazione con l'Università di Sassari per gli operatori di otto scuole. L'assessora Salaris: "Un progetto pedagogico su misura per la città per favorire una crescita sana".
Alghero fa quadrato attorno all'educazione dei più piccoli. La città catalana, tra i primi centri in Sardegna ad aver compiuto questo passo, sta consolidando l'ossatura del Coordinamento Pedagogico Territoriale (CPT). Un'infrastruttura immateriale pensata per garantire continuità didattica, qualità e coerenza ai bambini, dal momento in cui entrano al nido fino al passaggio alle scuole elementari.
L'iniziativa viaggia su un doppio binario: la formazione professionale di chi sta in classe e il coinvolgimento diretto di chi sta a casa.
Il traguardo formativo: in cattedra l'Università
La prima fase operativa del progetto si è appena conclusa. Da gennaio a marzo, gli operatori in servizio presso otto nidi e scuole dell'infanzia algheresi hanno partecipato a cinque incontri di aggiornamento.
A dettare la linea sono stati i docenti dell’Università degli Studi di Sassari in collaborazione con gli esperti della società Logout. I tavoli di lavoro hanno affrontato la pedagogia contemporanea nella sua applicazione pratica: dalle dinamiche relazionali nell'era digitale ai criteri oggettivi per valutare la qualità dell'insegnamento, fino alla promozione del rispetto e della parità di genere fin dalla primissima infanzia. Che cos'è esattamente il sistema integrato "0-6 anni" e a cosa serve il CPT? Storicamente, in Italia, gli asili nido (0-3 anni) erano considerati un servizio "a domanda individuale" (quasi un parcheggio per agevolare i genitori che lavorano), mentre la scuola dell'infanzia (3-6 anni) era il primo vero gradino scolastico. La nuova normativa unisce questi due mondi. Il Coordinamento Pedagogico Territoriale serve proprio a questo: far dialogare gli educatori dei nidi con i maestri delle materne, creando un unico percorso educativo senza strappi, coerente in tutta la città.
L'orizzonte: il documento del 31 marzo
Messa in cassaforte la teoria, ora si passa alla pratica. La rete, coordinata dalla pedagogista Giovanna Palomba, ha fissato sul calendario la data del 31 marzo. In quell'occasione verrà stipulato ufficialmente il patto educativo con le famiglie.
L’assessora ai Servizi Sociali, Maria Grazia Salaris, delinea il perimetro politico e programmatico dell'intera operazione:
«L’obiettivo fondamentale è dotare la città del proprio progetto pedagogico, strumento strategico per promuovere, monitorare e valutare la qualità dei servizi educativi per i bambini dai 0 ai 6 anni».
Sull'appuntamento di fine mese, l'esponente della Giunta chiarisce le intenzioni dell'Amministrazione:
«L’incontro conclusivo del percorso è volto a costruire insieme il Patto tra le famiglie, il sistema educativo 0-6 e l'amministrazione comunale. Un momento di alleanza educativa per favorire benessere familiare relazioni e crescita sana».