Il documento firmato dagli otto consiglieri di minoranza denuncia il trasferimento continuo del personale verso il polo di via Roma. "Così si allungano le attese per i cittadini". Scintille in aula sulle parole del primo cittadino.
di Pasqualino Trubia
La geografia della burocrazia cagliaritana si sta accentrando. E a farne le spese, secondo l'opposizione, è il presidio territoriale di Pirri. Negli uffici decentrati le scrivanie si svuotano: i dipendenti vengono progressivamente trasferiti verso il quartier generale del Comune in via Roma. Un esodo amministrativo che ha innescato la dura reazione della minoranza di centrodestra, pronta ad alzare le barricate. Cos'è esattamente una Municipalità? Nel diritto degli enti locali, non è un semplice quartiere periferico. Pirri è l'unica Municipalità di Cagliari: gode di uno statuto speciale, ha un proprio "parlamentino" (il Consiglio) eletto dai cittadini e ha l'obiettivo di erogare i servizi essenziali direttamente sul territorio, evitando ai residenti il viaggio verso il centro storico. Svuotare questi uffici del personale necessario significa, di fatto, svuotare l'ente del suo scopo originario.
Il blocco consiliare di centrodestra (composto da Sandro Cannas, Christian Cara, Francesco Ciaramella, Marco Fanari, Sabrina Mattu, Melania Sechi, Luca Tinti e Alessandro Vincis) ha messo nero su bianco il rischio paralisi per la cittadinanza in un documento congiunto:
«Il continuo spostamento dei dipendenti verso gli uffici centrali di via Roma riduce drasticamente la capacità operativa degli uffici municipali. Difendiamo con forza la difesa dell'autonomia amministrativa di Pirri, non per una mera questione di schieramento, ma di tutela del territorio».
Le conseguenze pratiche di questa migrazione di personale si scaricano sulla vita quotidiana dell'utenza. L'equazione posta dai consiglieri è matematica:
«Meno personale significa servizi meno efficienti e tempi di attesa più lunghi per la comunità locale, si reca un grave danno istituzionale e si manca di rispetto alle istituzioni in se. È dovere della Municipalità, infatti, segnalare le criticità che rischiano di penalizzare i residenti».
Lo scontro frontale con Massimo Zedda
La tensione strisciante è esplosa platealmente durante la seduta del Consiglio municipale dello scorso 12 marzo. Ospite in aula era il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda. Di fronte alle perplessità sollevate sul progressivo declassamento della sede a "semplice ufficio distaccato privo di risorse", il confronto si è acceso.
Le parole utilizzate dal primo cittadino in risposta alle critiche sono state rigettate in blocco dal centrodestra, che le ha bollate ufficialmente come «inaccettabili, scomposte e dai toni aggressivi».
La chiosa del comunicato diffuso dalla coalizione è un monito rivolto direttamente all'Amministrazione centrale, invitata a cambiare rotta e ad abbassare i toni:
«La nostra non è una polemica politica, ma una richiesta di rispetto per una struttura amministrativa che deve poter funzionare con risorse adeguate. Riteniamo del tutto legittimo che la Municipalità difenda il proprio ruolo e segnali con forza le carenze che penalizzano Pirri».