Nessuna stretta indiscriminata, ma rigore accompagnato da equità. È il messaggio che arriva dall’assessore alle Finanze di Alghero, Enrico Daga, in merito alla riscossione degli avvisi Tari relativi agli anni 2016-2018, per un importo complessivo sollecitato di circa 4,3 milioni di euro.
«L’Amministrazione non ha alcuna mira punitiva nei confronti dei contribuenti – dichiara Daga – e sostiene le famiglie e le fasce più deboli, senza lasciare indietro nessuno. Abbiamo strumenti e risorse per andare incontro a chi si trova in difficoltà, ma abbiamo anche il dovere di far funzionare il sistema delle entrate».
La riscossione riguarda avvisi notificati tra il 2021 e il 2023, a ridosso della prescrizione, con una prima tranche di solleciti emessa tra gennaio e febbraio 2025. «Chi può deve pagare, chi non può sarà aiutato: è questo il senso di una comunità giusta – ribadisce l’assessore – non la propaganda di chi pensa che si possa governare per slogan. Se tutti pagano il giusto, ciascuno pagherà meno».
A seguito dei solleciti e della successiva campagna di informazione e intimazioni, sono stati già introitati circa 400.000 euro. L’attività di riscossione coattiva da parte della Secal, che per la prima volta è pienamente operativa grazie all’implementazione di strumenti informatici, formazione e incremento del personale, rientra nelle prerogative previste dal contratto di servizio con il Comune.
«Non è dato sapere quanti dei destinatari siano anziani o in difficoltà economica – spiega Daga – ma è certo che faremo di tutto per tutelare le fasce più deboli, anche attraverso le misure disponibili per il pagamento dei tributi comunali».
Infine, una precisazione politica: «Chi ci accusava di voler affossare la partecipata oggi ci accusa di farla funzionare. A differenza di quanto ci viene contestato, stiamo programmando seriamente la riscossione, mettendo i cittadini in stato di bisogno nelle migliori condizioni possibili per adempiere ai propri obblighi. Ma abbiamo anche il dovere di rispettare chi paga regolarmente».