Golf senza sede ad Alghero, il Park Country Club contesta Cacciotto

La protesta dell’associazione e le motivazioni del Comune: nelle carte, la richiesta di otto aiuole e il diniego del 22 luglio.

ALGHERO — Per l’Alghero Park Country Club il ritorno dello sport in città resta una promessa incompiuta. Il presidente Gian Luca Musilli contesta le dichiarazioni che attribuisce al sindaco Raimondo Cacciotto in Consiglio comunale e riapre la questione degli spazi per il golf a Maria Pia. Il comunicato dell’associazione è riportato integralmente nei passaggi che seguono, intervallato dai riscontri dei documenti. Le parole attribuite al sindaco provengono dalla nota di Musilli. Il sindaco Raimondo Cacciotto lo ha detto in Consiglio comunale, con enfasi: "quante società sportive giocavano fuori sede quando siamo arrivati? Oggi non ce n'è neanche una!" E ha rincarato la dose: "lo sport è necessario, è uno strumento educativo straordinario per la comunità." Belle parole. Ma i fatti, quelli veri, scritti nero su bianco in protocolli e delibere, dicono l'esatto contrario. Tra le società sportive non ancora rientrate ad Alghero c'è una società sportiva algherese che oggi, mentre il sindaco pronunciava quelle frasi, è ancora costretta ad allenarsi e giocare fuori Alghero: si tratta della ASD, senza scopo di lucro, Alghero Park Country Club nata nel 2017 per promuovere la pratica del golf sul territorio. Non è un caso recente, né una svista. È la storia di un decennio di richieste rimaste senza risposta concreta, presentate a tre amministrazioni comunali diverse: 27/03/2019 (prot. 0026623/2019), 13/11/2019 (prot. 0101258/2019), 21/11/2019 (prot. 0103793/2019), 05/05/2020 (prot. 0031754/2020), 28/02/2022 (prot. 0019324), 27/08/2024 (prot. 0031754/2024), 06/11/2024 (prot. 0093353/2024). La prima istanza risale addirittura al lontano 2017.

Fra i documenti esaminati c’è la richiesta datata 30 marzo 2017: l’associazione domandava un terreno pubblico a Maria Pia per un campo pratica, assumendone i costi di realizzazione e gestione. Musilli prosegue: Con l'amministrazione Cacciotto, la risposta è invece arrivata: due dinieghi, l'8 giugno (prot.N.0059551/2026) e il 22 luglio 2026 (Prot.N.0066154/2026), alla richiesta tutt'altro che sproporzionata di tre aiuole all'interno dell'area verde nel compendio del Palacongressi (Maria Pia) ed individuate dalla società Alghero Park CC come lo stretto necessario per svolgere attività sportiva golfistica ad Alghero.

Su questo passaggio gli atti consentono due precisazioni. L’8 giugno è la data di protocollo della domanda; la nota 59551 è del 2 luglio ed è un preavviso di rigetto, cioè la comunicazione delle ragioni ostative sulla quale l’associazione poteva presentare osservazioni. Il rifiuto definitivo è del 22 luglio. La domanda riguarda otto aiuole, per 5.390 metri quadrati. Musilli ha chiarito alla redazione che tre sono quelle effettivamente necessarie alla pratica sportiva; la richiesta delle altre risponde soprattutto alla cura e al decoro dell’area.

Il comunicato continua: E mentre per l'Alghero Park CC si prospettava l’ulteriore diniego, la stessa area veniva assegnata con delibera di Giunta n. 48 del 24 marzo 2026 ad un'altra associazione sportiva. Non tramite un bando pubblico che avrebbe garantito parità di condizioni a tutte le realtà sportive interessate, comprese quelle che aspettavano da dieci anni, ma con un affidamento diretto e a titolo gratuito.

La delibera del 24 marzo assegna ad Alghero Bike le aree A e B e il vano tecnico per quattro anni. Precede quindi la domanda del Park Country Club protocollata a giugno, mentre l’associazione richiama le proprie richieste degli anni precedenti. La Giunta motiva il comodato gratuito con le finalità sociali del progetto e gli oneri assunti dall’assegnataria: «la gratuità del comodato attiene soltanto all’assenza di un canone mensile in quanto, di fatto, l’Amministrazione comunale realizza importanti economie dai lavori di ripristino del bene e di manutenzione dell’area per l’importo che risulta dalla relazione descrittiva nella parte relativa ai costi di gestione».

La conclusione del comunicato è questa: Il sindaco Cacciotto e l'assessore allo sport Daga sono titolari delle deleghe sullo sport e sulla gestione dei beni comunali. Non sono osservatori esterni: sono loro a decidere chi ottiene uno spazio pubblico e a quali condizioni. E allora la domanda è semplice: con quale criterio si è deciso di assegnare senza gara un'area richiesta da dieci anni da un'altra società sportiva, lasciando quest'ultima ad allenarsi e giocare fuori sede proprio mentre il sindaco dichiarava pubblicamente il contrario? Non è una questione di simpatie sportive. È una questione di metodo: i beni pubblici appartengono a tutti i cittadini algheresi, non sono nella disponibilità discrezionale di chi amministra pro tempore. Un affidamento diretto e gratuito, senza bando, che favorisce un soggetto e ne esclude un altro che da un decennio bussa alla stessa porta non è un dettaglio amministrativo: è un problema di trasparenza e di equità nella gestione del patrimonio comunale, oltre che di miope visione! ASD Alghero Park Country Club - Il Presidente - Gian Luca Musilli

Le motivazioni del Comune sono contenute nel diniego firmato dal dirigente Pietro Nurra. Il provvedimento afferma che le aiuole ricadono nell’area già affidata a un’altra associazione e aggiunge: «Una coesistenza forzata o una frammentazione gestionale, pur in presenza di intenti legati alla promozione sportiva, pregiudicherebbe l'ordinato svolgimento delle attività in essere e i diritti del concessionario attuale». Il Comune richiama inoltre la futura gara per la gestione unitaria del polo sportivo, comprendente campi, spogliatoi e area verde antistante. Ritiene che un altro comodato, richiesto per quattro anni rinnovabili per altri quattro, ne ridurrebbe la disponibilità e l’attrattività. Nelle osservazioni presentate prima del diniego, il Park Country Club aveva proposto un incontro con Comune e Alghero Bike, riferendo una disponibilità informale di quest’ultima a valutare una diversa organizzazione degli spazi. Il provvedimento finale prende atto della richiesta di confronto, ma conferma il rifiuto. È su questa decisione che l’associazione torna ora a chiedere conto all’amministrazione.

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