Ammontano a oltre due milioni di euro i fondi sbloccati a favore dell'apicoltura sarda. La misura economica prevede la rimodulazione di oltre 600 mila euro per i danni causati dalle avversità climatiche del 2023 e lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per sostenere gli investimenti e il rilancio delle attività.
Coldiretti Cagliari sollecita un trasferimento immediato delle risorse alle imprese. "Sono risposte che vanno nella direzione che abbiamo indicato e chiesto da tempo – sottolineano il presidente Giorgio Demurtas e il direttore Giuseppe Casu – il problema che ha vissuto il comparto nel 2023 è stato grave e non poteva essere affrontato lasciando fuori una parte delle imprese. Ora che le risorse ci sono, chiediamo alla Regione di accelerare i passaggi necessari affinché arrivino rapidamente agli apicoltori che hanno subito i danni e che hanno bisogno di liquidità per ripartire".
Sulla revisione dei criteri di assegnazione relativi alle compensazioni del 2023, Demurtas precisa: “La rimodulazione delle risorse 2023 è un passaggio che avevamo chiesto da diverso tempo così come avevamo chiesto nei tavoli istituzionali, di ampliare la platea dei beneficiari affinché il sostegno potesse raggiungere un numero maggiore di imprese – sottolinea Demurtas - perché le modalità inizialmente previste avevano consentito l’accesso a pochissime aziende, mentre la dimensione dei danni era molto più ampia - continua - una possibilità di utilizzare una modalità più inclusiva permette di dare una risposta a più imprese. È un risultato importante, ma ora dobbiamo evitare che i tempi burocratici vanifichino l’effetto di questi aiuti: la Regione faccia presto e porti le risorse nelle casse delle aziende".
La dotazione da 1,5 milioni di euro è destinata a finanziare l'acquisto di macchinari, arnie, mezzi di trasporto, attrezzature per la movimentazione, strutture aziendali, pacchi d’api e api regine. Sull'impiego di questa linea di credito si esprime il direttore Casu: "Siamo soddisfatti per questa dotazione – aggiunge Casu – ma riteniamo che non si possa ogni volta aspettare che il danno si consumi per poi intervenire. Per questo bisogna guardare a quello che sta succedendo sul piano climatico. È opportuno, quindi, che gli interventi stanziati siano anche finalizzati ad accompagnare le aziende per affrontare il cambiamento in atto. Questa deve diventare una delle direttrici degli investimenti per gli apicoltori - precisa - le aziende hanno bisogno di strumenti, strutture e attrezzature che permettano loro di affrontare condizioni ambientali sempre più difficili".
L'associazione di categoria segnala criticità in corso anche per l'annata 2026. Nel Sud Sardegna si registrano flessioni significative nella produzione di alcune varietà di miele e il ripresentarsi di fenomeni di moria, conseguenza diretta delle recenti ondate di calore che hanno debilitato le api.
Il quadro attuale porta i vertici territoriali di Coldiretti a richiedere un intervento strutturale: "Anche quest’anno abbiamo registrato situazioni che incidono sulla produzione e sulla tenuta delle aziende - concludono presidente e direttore - per questo chiediamo che vengano programmate politiche stabili per sostenere le imprese non solo quando si verificano riduzioni produttive e fenomeni di moria legati agli eventi climatici e alle altre emergenze che colpiscono il comparto. Le api non sono soltanto una produzione agricola, sono tra i principali impollinatori e svolgono una funzione essenziale per l’agricoltura, la biodiversità e gli equilibri degli ecosistemi".