Il rogo colpisce il mezzo di Claudio e Marco Cassitta. Il consigliere leghista Michele Pais denuncia un'escalation di intimidazioni che supera i confini della microcriminalità, chiedendo al Comune telecamere e un supporto costante alle vittime oltre l'onda emotiva.
La scia di fuoco che sta segnando le notti di Alghero ha colpito ancora. Nelle scorse ore un incendio ha distrutto il furgone di proprietà di Claudio e Marco Cassitta, imprenditori noti nel tessuto economico cittadino. L'episodio, l'ultimo di una cronologia che inizia a farsi fitta, ha innescato l'immediata reazione della politica locale, sollevando un allarme che travalica i confini del semplice vandalismo notturno per affacciarsi su scenari più inquietanti.
A prendere posizione è il consigliere comunale della Lega Michele Pais, che inquadra il rogo come il sintomo di una patologia radicata. Secondo l'esponente dell'opposizione, le fiamme impongono una presa d'atto non più rinviabile. «L’incendio avvenuto questa notte ai danni del furgone di Claudio e Marco Cassitta, noti imprenditori algheresi, si aggiunge a una lunga e inquietante scia di episodi che hanno interessato la nostra città e che ormai non possono più essere derubricati a semplici atti di microcriminalità».
Il panorama descritto delinea una città sotto la pressione di azioni dolose ripetute. Pais tratteggia un quadro in cui gli eventi dei mesi precedenti stanno minando la serenità del commercio e del vivere civile. «Esprimo la mia massima preoccupazione per quanto sta accadendo – afferma Pais – perché siamo davanti a un fenomeno allarmante rispetto al quale, fino a oggi, non abbiamo ancora reagito con la necessaria determinazione. Nei mesi scorsi abbiamo assistito a incendi dolosi, automobili distrutte, attentati e atti intimidatori che alimentano un clima di paura e insicurezza tra i cittadini e gli operatori economici».
L'affondo politico è rivolto direttamente all'amministrazione municipale, a cui viene richiesta una presenza sul campo che non si esaurisca con lo spegnimento dei riflettori mediatici. L'accusa strisciante è quella di un interventismo di facciata che lascia i bersagli degli attentati esposti all'isolamento una volta esaurita l'emergenza. «Chiedo all’amministrazione comunale di porre maggiore attenzione su questo fenomeno, ma non soltanto nell’immediatezza dei fatti, quando giustamente si concentrano l’attenzione pubblica e quella dei media. Il vero problema arriva dopo, quando i fari si spengono e troppo spesso le vittime vengono lasciate sole». Il monito verso chi governa la città è netto: «Le istituzioni – prosegue – hanno il dovere di mantenere quel faro sempre acceso, di stare accanto alle persone colpite non solo con dichiarazioni di circostanza ma con una presenza concreta e costante. Ma soprattutto hanno il compito di fare in modo che fatti simili non abbiano a ripetersi, attraverso strumenti efficaci di prevenzione e di controllo del territorio».
Le contromisure invocate impongono un potenziamento sia tecnologico che umano della sorveglianza. Il consigliere rivendica di aver già depositato atti formali nell'aula del Consiglio cittadino per blindare le strade. «Ho segnalato ripetutamente, anche attraverso atti consiliari, l’ormai improcrastinabile necessità di dotare la città di una rete capillare di videosorveglianza, uno strumento essenziale per la prevenzione e per il supporto alle attività investigative. Così come ritengo fondamentale valutare un maggiore coinvolgimento degli istituti di vigilanza privata e degli stessi cittadini, attraverso forme di collaborazione e partecipazione attiva nella tutela del territorio».
L'obiettivo finale, nella visione del consigliere d'opposizione, è ripristinare il controllo del suolo pubblico senza cedere terreno a chi tenta di imporre la legge dell'intimidazione al sistema produttivo locale. «Non possiamo permettere che ad Alghero si radichi una pericolosa cultura della paura – conclude Pais –. Le persone perbene devono sentirsi protette, gli imprenditori devono poter lavorare serenamente e chi delinque deve sapere che questa città non arretra di un passo davanti a questi veri e propri atti criminalità».