Il fuoco della tradizione, l'artista ogliastrino Luca Careddu, in arte Kare', e gli studenti trasformano i miti sardi in arte: l'opera "Su Tulliu"

  L’odore del ferro lavorato, il richiamo delle antiche leggende, il fuoco come simbolo di rinascita e memoria, di ripartenza e di sguardo a quel che fu: è da qui che nasce il progetto, ora opera chiamata Su Tulliu, che vede protagonista l’artista ogliastrino Luca Careddu, in arte Kare', insieme a due classi del Liceo Artistico di Lanusei in vista della prossima Festa dell’Arte, in programma a fine maggio a Lanusei. Un lavoro nato quasi per caso, da una proposta iniziale di laboratorio extrascolastico dedicato all’arte realizzata con materiali di recupero. L’idea, però, ha preso una strada diversa: trasformarsi in un’opera simbolica capace di dialogare con il tema scelto per l’edizione 2026 della manifestazione, il fuoco. Così, tra ore di progettazione svolte a scuola e giornate trascorse direttamente nel laboratorio dell’artista, gli studenti di una terza e una quinta hanno iniziato un viaggio dentro i miti antichi e le radici della cultura mediterranea. Un percorso “di stomaco”, partito da concetti primordiali -amore, distruzione, morte, rinascita - per arrivare alle radici di tutto. Dalla leggenda di Prometeo, che rubò il fuoco agli dèi per donarlo agli uomini, il gruppo è arrivato fino alla tradizione sarda di Sant’Antonio Abate.

  Secondo il racconto popolare, il santo riuscì a sottrarre il fuoco al demonio distraendolo con un piccolo trucco, portandolo poi agli uomini grazie a una pianta profondamente legata alla Sardegna: la ferula. Ed è proprio la ferula ad essere diventata il cuore dell’opera. In passato il suo fusto cavo veniva utilizzato dai contadini per trasportare la brace nelle campagne, conservandola al riparo durante gli spostamenti. Un oggetto semplice, ma carico di significato, che oggi rivive in una creazione contemporanea: un bastone di Sant’Antonio reinterpretato in metallo, con ramificazioni costruite attraverso chiodi battuti e saldati a mano. Un’opera che parla di Sardegna, di memoria collettiva e di identità antiche, ma anche della capacità dell’arte di trasformare materiali poveri in simboli potenti. Per Kare' non è una novità lavorare con il recupero e con i significati nascosti degli oggetti. L’artista, che si è avvicinato all’arte fin da giovanissimo, realizza da anni opere fortemente evocative, spesso costruite proprio attraverso materiali riciclati. Nel suo percorso anche esperienze nel mondo del cinema e della sceneggiatura a Roma, collaborando a produzioni per piattaforme importanti. Ora, insieme agli studenti del liceo artistico lanuseino, quelle suggestioni diventano un’opera collettiva che intreccia tradizione, mito e contemporaneità, pronta a prendere forma durante la Festa dell’Arte di fine maggio.

Photogallery:

Cronaca

Cagliari “terra di spaccio”? No, è solo propaganda fatta male
  Cagliari trasformata in una piazza di spaccio a cielo aperto, con tanto di “400 euro al giorno davanti al municipio”. Titoli perfetti per indignare, condividere e alimentare rabbia. Peccato che la realtà sia molto diversa. E molto meno utile a chi cerca consenso facile. Non è informazione, è amplificazione. Un circuito mediatico che prend...