Il giovane, in stato di alterazione, è stato bloccato dai militari del radiomobile al culmine di mesi di violenze e percosse. La Procura di Tempio Pausania ne ha disposto gli arresti domiciliari in attesa della convalida.
La furia si è scatenata nella serata di domenica 24 maggio tra le mura di un'abitazione di Olbia, trasformando un conflitto familiare in un'aggressione fisica e materiale. I carabinieri della sezione radiomobile, l'aliquota di militari deputata al pronto intervento cittadino, sono giunti sul posto trovandosi di fronte a un trentenne del luogo in un evidente e alterato stato di agitazione. Pochi istanti prima, l'uomo si era accanito contro il genitore, colpendolo con un lancio di uova per poi sfogare la propria foga sull'appartamento, mettendo a soqquadro le stanze e distruggendo vari elementi del mobilio e delle suppellettili.
La presenza delle divise non è bastata a placare l'ira del giovane, il quale ha continuato a inveire e a rivolgere minacce al padre anche durante le fasi di identificazione. È stato in quel frangente che la vittima, messa con le spalle al muro dall'ennesimo scatto d'ira, ha trovato la forza di denunciare agli uomini dell'Arma il clima di terrore in cui era costretto a vivere. Il racconto ha fatto emergere un quadro di vessazioni sistematiche: negli ultimi mesi il figlio aveva ripetutamente assunto atteggiamenti aggressivi, passando alle vie di fatto con percosse e ciclici danneggiamenti agli arredi della casa.
Di fronte alla flagranza del reato, ovvero l'evidenza dell'azione illecita commessa nel momento stesso dell'intervento, i militari hanno proceduto all'arresto per maltrattamenti in famiglia. Su disposizione della Procura della Repubblica di Tempio Pausania, l'ufficio giudiziario che coordina le indagini sul territorio gallurese, il trentenne è stato ricondotto presso la propria abitazione e sottoposto al regime degli arresti domiciliari. L'uomo rimarrà confinato in casa in attesa dell'udienza di convalida, il passaggio processuale in cui un giudice dovrà valutare la legittimità dell'arresto operato dalle forze dell'ordine e decidere l'eventuale applicazione di misure cautelari in pendenza di giudizio, ferma restando l'attuale presunzione di innocenza tipica della fase delle indagini preliminari.