Pioggia di multe e portali informatici bloccati: il baseball algherese in trincea contro la Federazione

Il presidente Pierpaolo Deriu ricostruisce le tappe dello scontro burocratico che ha estromesso la squadra dal campionato di Serie B e denuncia il paradosso delle nuove sanzioni.

Lo scontro a distanza tra i vertici del baseball cittadino e la Federazione nazionale si arricchisce di un nuovo, aspro capitolo. La società locale, guidata dal presidente Pierpaolo Deriu, respinge al mittente le ricostruzioni fornite dalla Fibs, la Federazione Italiana Baseball Softball, in un comunicato diffuso lo scorso 13 aprile. Attraverso una nota ufficiale, la dirigenza esprime grande rammarico per una versione dei fatti definita foriera di perplessità e decide di tracciare una contro-cronologia per fare luce sulla paralisi burocratica che ha di fatto estromesso la squadra dal campionato di Serie B.

Le origini del braccio di ferro risalgono alla fine dell'anno scorso. In seguito a una sanzione disciplinare inflitta per la mancata partecipazione alle ultime due partite della stagione 2025, la società sportiva ha bussato alle porte del Consiglio Federale, il massimo organo direttivo dello sport, chiedendo il 20 novembre una ridefinizione della propria posizione debitoria. L'obiettivo era sistemare i conti per garantire il regolare avvio delle attività per l'anno solare successivo. Le risposte giunte da Roma tra novembre e dicembre sembravano aver archiviato la crisi, con la ratifica ufficiale dell'iscrizione al campionato e la conferma della riaffiliazione, ovvero il rinnovo della tessera associativa necessaria per operare nel circuito sportivo, deliberando la regolarità della situazione amministrativa del club.

L'illusione della normalità si è infranta lo scorso 25 febbraio, quando mancava poco più di un mese al lancio della stagione. Mentre la squadra era già in piena preparazione atletica, con i prestiti dei giocatori in via di definizione e gli allenatori stranieri già sbarcati in Sardegna, il sistema gestionale informatico della Federazione ha improvvisamente registrato il carico della vecchia sanzione economica, innescando un blocco automatico di tutte le funzioni operative della società. Due giorni dopo, il 27 febbraio, il Consiglio Federale ha deliberato all'unanimità la conferma della sanzione integrale, senza concedere alcuno sconto. L'unica apertura da parte dei vertici romani è consistita nella proposta di una dilazione di pagamento, un piano di rientro a rate da concordare e saldare comunque in tempi stretti.

Di fronte a quindici giorni di blocco totale del portale telematico, che ha generato una vera e propria paralisi amministrativa impedendo l'emissione di qualsiasi documento, il 23 marzo il sodalizio si è visto costretto a gettare la spugna, comunicando formalmente l'impossibilità materiale di prendere parte al torneo. La resa, tuttavia, non ha fermato la macchina sanzionatoria. La dirigenza denuncia infatti di aver ricevuto nelle ultime due settimane una nuova serie di ammende: seimila euro per la cosiddetta "rinuncia tacita" alla gara d'esordio stagionale, cinquecento euro per non aver comunicato la tipologia delle palline da utilizzare in campo e ulteriori ottocentoquaranta euro per il mancato versamento delle tasse federali previste per la seconda giornata. Un labirinto burocratico che il presidente Pierpaolo Deriu sintetizza in una constatazione finale: a oggi la squadra risulta ancora formalmente iscritta alla competizione, un limbo amministrativo che espone il club al rischio di subire ulteriori e continue sanzioni per le partite a venire.

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