La burocrazia frena i fondi all'agricoltura: la Regione concede quindici giorni di proroga ma i tecnici denunciano il caos informatico

Il provvedimento sposta la scadenza del bando per gli investimenti dal 3 al 18 maggio. Il Centro Studi Agricoli lamenta l'assenza di manuali operativi e l'impossibilità di accedere ai portali telematici per le pratiche.

I fondi europei e regionali destinati allo sviluppo delle campagne restano impantanati nelle maglie della burocrazia digitale. L'amministrazione regionale ha disposto lo slittamento dei termini per la presentazione delle domande relative al bando "CSR/PSR - Misura SRD01", ovvero il piano di finanziamenti pubblici volto a sostenere economicamente gli investimenti di ammodernamento e la crescita strutturale delle aziende agricole. La scadenza, originariamente fissata per il 3 maggio, è stata posticipata al prossimo 18 maggio. L'ufficialità della proroga è arrivata attraverso la determinazione numero 504 del 17 aprile, un atto amministrativo formale siglato dal dirigente regionale Leonardo Erriu.

Il rinvio si è reso necessario a seguito delle pesanti difficoltà tecniche sollevate dagli operatori del settore, criticità portate all'attenzione degli uffici cagliaritani dal Centro Studi Agricoli. L'associazione di categoria aveva denunciato nei giorni scorsi una situazione di paralisi operativa sui portali istituzionali. Nello specifico, i tecnici e i professionisti incaricati dalle aziende di compilare le pratiche non riuscivano a ottenere il necessario accreditamento, ovvero le credenziali di identità digitale indispensabili per entrare e operare all'interno del sistema informatico regionale. A questo blocco telematico si è aggiunta la totale assenza di manuali esplicativi e linee guida, documenti basilari per permettere ai consulenti di inserire correttamente i dati richiesti senza incorrere in errori formali che porterebbero all'esclusione dai finanziamenti.

La concessione di due settimane aggiuntive, tuttavia, non ha placato le polemiche. Il Centro Studi Agricoli aveva infatti richiesto ufficialmente uno slittamento di almeno trenta giorni, un lasso di tempo ritenuto il minimo vitale per smaltire gli arretrati accumulati a causa dei disservizi e garantire così a tutte le imprese le medesime condizioni di accesso ai bandi. Il presidente dell'associazione, Tore Piana, ha incassato solo a metà la decisione dei vertici di viale Trento, giudicando i quindici giorni accordati come un compromesso insufficiente.

Nelle dichiarazioni a margine del provvedimento, i vertici dell'associazione rivendicano il proprio ruolo di pungolo verso le istituzioni. «Ancora una volta il Centro Studi Agricoli ha sollevato problematiche reali e concrete, che altri fingono di non vedere», ha dichiarato Tore Piana. La vertenza si sposta ora sul piano dell'assistenza materiale, con l'organizzazione sindacale che chiede alla Giunta un intervento immediato per sbloccare definitivamente l'impasse tecnica. «Ora ci aspettiamo che la Regione accompagni questa proroga con strumenti chiari, manuali operativi e assistenza tecnica adeguata. Senza questi elementi, i bandi restano solo annunci e non vere opportunità per le aziende agricole».

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