Sassari, monumenti aperti: Il museo della Brigata Sassari tra i siti più visitati in città

  Dopo i due anni di pausa forzata dovuti alla pandemia, anche a Sassari, la seconda città dell’isola, si è tenuta la sedicesima edizione di “Monumenti aperti”, manifestazione grazie alla quale è stato possibile visitare il ricco e inestimabile patrimonio culturale del capoluogo turritano. Particolarmente apprezzata, durante la cerimonia inaugurale di sabato scorso, è stata la performance in piazza Castello della fanfara del 3° reggimento bersaglieri, ventiquattro elementi diretti dal caporale maggiore capo scelto Massimo Pia, che oltre a “Dimonios”, il celebre inno dei “Diavoli rossi”, ha regalato ai presenti i canti e le suggestive sonorità della tradizione bersaglieresca. Fra i trentatré siti di interesse della manifestazione, visitato da migliaia di visitatori, anche il Museo storico della Brigata “Sassari”. 

  Gli ospiti sono stati accolti all’interno dell’ottocentesca caserma “La Marmora” di piazza Castello, sede del Comando Brigata, dove hanno potuto visitare lo speciale allestimento della mostra “La Brigata Sassari nella Grande guerra” e soffermarsi nelle cinque sale espositive, la più suggestiva delle quali accoglie la ricostruzione di una trincea dell’epoca. Particolare interesse hanno destato le uniformi e i cimeli appartenuti a personaggi che con il loro eroismo contribuirono ad alimentare il mito della Brigata “Sassari”, così come un’interessante documentazione fotografica sugli eventi bellici nei quali i reggimenti sardi diedero prova del loro straordinario valore. Inserito nel circuito dei musei dell’Esercito Italiano, il Museo storico della Brigata “Sassari” ha lo scopo di custodire la memoria e le tradizioni dei “Diavoli rossi”, i leggendari “Dimonios”, soldati prevalentemente reclutati su base regionale, esempio unico per compattezza, abnegazione e valore militare dimostrati nel corso del Primo conflitto mondiale.

Cronaca

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