Finalmente salvezza. Il Cagliari batte il Torino e si conferma nella massima serie.

  Il boato della “Unipol Domus” cancella le ansie, cancella la paura e fa esplodere la festa: il Cagliari è salvo. Con una prestazione di puro cuore, carattere e orgoglio, la squadra di Fabio Pisacane batte 2-1 il Torino nel posticipo e blinda con novanta minuti d'anticipo la matematica certezza della permanenza in Serie A. È la notte perfetta, la notte del riscatto dopo il passo a vuoto con l'Udinese, la notte in cui il popolo rossoblù si riprende il proprio destino senza dover fare calcoli o guardare gli altri campi. Una vittoria epica, arrivata al termine di una battaglia calcistica intensissima, che regala la gioia più grande a una città intera e il tributo più dolce a Leonardo Pavoletti nel giorno del suo commovente addio al pubblico cagliaritano. Pisacane ritrova Mina a guidare la difesa e si affida alla spinta del proprio pubblico per azzannare il match. L'avvio è una scarica di adrenalina pura: il Cagliari morde su ogni pallone, cosciente del valore millimetrico di ogni singolo contrasto. Il Torino, arrivato in Sardegna senza nulla da perdere e forte delle proprie ambizioni, ribatte colpo su colpo, rendendo la sfida un concentrato di tensione e agonismo.

  Ma la fame dei rossoblù è superiore. Dopo il vantaggio torinista, invero un po’ inaspettato, un lampo dei padroni di casa rimette la situazione in parità, con i cagliaritani capaci di capitalizzare la superiorità territoriale e di far esplodere per la prima volta la Domus. Poi il raddoppio di Mina. Nonostante la reazione d'orgoglio dei granata, che provano in tutti i modi a rovinare la festa ai rossoblù trovando anche la via del gol, il Cagliari non barcolla. Rimette la freccia con una manovra avvolgente e l'attenzione maniacale ai dettagli predicata da Pisacane in settimana fa il resto, sigillando un 2-1 che vale un'intera stagione. I minuti finali sono un'attesa infinita, con il fiato sospeso e lo stadio trasformato in una bolgia rossoblù. Al triplice fischio del direttore di gara scatta l'apoteosi: abbracci in campo, lacrime di liberazione sulle tribune e la consapevolezza di aver compiuto la missione. Il Cagliari sale a quota salvezza e mette al sicuro quel patrimonio che tutta l'isola voleva difendere. Una festa totale che si unisce all'omaggio da brividi per Leonardo Pavoletti: il guerriero rossoblù saluta la sua gente nel modo più bello, lasciando il Cagliari dove merita di stare, in Serie A, tra il tripudio di una piazza che lo amerà per sempre. Fabio Pisacane vince la sua scommessa più grande, dimostrando lucidità da veterano e guidando il gruppo fuori dalla tempesta. La Sardegna calcistica può finalmente fare festa: il futuro è ancora nel massimo campionato.

Sport

Mina realizza la rete della vittoria. Per il Cagliari salvezza con un turno d’anticipo.
C’è la testa di un colombiano nella serata di gloria del Cagliari. Pisacane centra la missione e festeggia con un turno di anticipo la salvezza, grazie alla vittoria (2-1) in rimonta sul Toro. È il colpo di testa di Mina a mettere il fiocco sulla stagione dei rossoblù, proprio nella domenica in cui il pubblico di Cagliari celebra l’addio di Leonard...

Sinner Re di Roma: trionfa al Foro Italico e spezza il tabù dopo 50 anni.
Il Centrale di Roma ai piedi di Jannik Sinner. Cinquant'anni dopo l'epopea di Adriano Panatta nel glorioso 1976, l'Italia del tennis torna sul trono degli Internazionali BNL d'Italia grazie al suo fuoriclasse assoluto. In una finale drammatica, intensa e bellissima, il campione azzurro ha completato la sua missione romana, superando l'ultimo ostaco...

9ª Tappa Giro 2026 - L’attesa di una settimana, la resa dei conti in tre chilometri
  Centottantaquattro chilometri di pianura paziente per arrivare al dunque dove tutti lo aspettavano: lassù, sulle rampe del Corno alle Scale, dove la prima settimana presenta il conto e la classifica si riscrive. Cervia consegna al Giro una domenica che ha la forma di un imbuto. Per due ore la corsa scivola sulla pianura emiliano romagn...

8ª Tappa Giro 2026 - Il vento spezza il gruppo, i muri scelgono
Centocinquantasei chilometri da Chieti a Fermo, la costa adriatica nei primi cento e i muri marchigiani racchiusi nel finale: una giornata di raffiche, scatti a ripetizione e fughe soffocate sul nascere, finché la corsa non si sgretola davvero. Chieti rivede il Giro dopo diciassette anni, dal 2009, e lo saluta con il sole alto su piazza San Gi...