Il lunedì della Unipol Domus non sarà un posticipo come gli altri. Alle 18:30 (un orario che, come più volte ribadito, continua a schiaffeggiare i lavoratori sardi), il Cagliari di Fabio Pisacane si gioca un pezzo di futuro contro l'Atalanta di Raffaele Palladino. È una sfida che profuma di disperazione e riscatto, un incrocio pericoloso dove le motivazioni potrebbero contare più degli schemi. Il mister rossoblù lo sa bene: per il suo Cagliari non esistono più paracaduti. La lotta salvezza è diventata una “tonnara” dove ogni punto pesa come un macigno. Il tecnico, che da giocatore ha sempre buttato il cuore oltre l'ostacolo, sta trasmettendo alla squadra quella "garra" necessaria per sopperire al “gap” tecnico con le grandi. In una “Unipol Domus” ai limiti della capienza e che si preannuncia infuocata nonostante l'orario infame, il Cagliari dovrà essere cinico, compatto e pronto a sfruttare ogni minima crepa nellla difesa bergamasca. Dall'altra parte arriva una "Dea" un po’ affaticata e, soprattutto, ferita nell'orgoglio.
L'eliminazione di mercoledì in Coppa Italia contro la Lazio, arrivata solo alla lotteria dei rigori, è un trauma che potrebbe lasciare strascichi pesanti. Raffaele Palladino deve fare i conti con le tossine della delusione e con 120 minuti di battaglia che pesano sulle gambe dei suoi uomini migliori. Da capire se l'Atalanta a ricaricare le pile mentali in soli cinque giorni. O se la testa dei nerazzurri è rimasta a quella inopinata sequenza di calci di rigore. È qui che il Cagliari deve colpire: nell'incertezza di una squadra che si sentiva già in finale e che ora si ritrova a dover difendere il piazzamento europeo con i nervi tesi. Sarà sicuramente un Cagliari d'assalto nei primi venti minuti, per testare subito la tenuta psicologica dei bergamaschi. Pisacane punterà sulla velocità nelle ripartenze e sulla solidità difensiva, cercando di isolare gli attaccanti di Palladino, apparsi meno brillanti nelle ultime uscite. Sarà una battaglia di nervi: se il Cagliari riuscirà a mantenere alto il ritmo, l'Atalanta potrebbe sentire tutto il peso della fatica fisica e mentale. Il popolo rossoblù è chiamato a fare la differenza. Perché se è vero che l'Atalanta ha più qualità, è altrettanto vero che la fame di chi deve salvarsi, spesso, divora i sogni di chi ha appena subito un'ingiustizia dal dischetto.